Il 9 maggio è una giornata di festeggiamenti eccellenti. Mentre l’Europa celebra se stessa, il programma Erasmus, che prevede la mobilitazione studentesca all’interno dell’Unione, compie trent’anni. Invece di spegnere le candeline, si accendono i riflettori. Cassino e Pontecorvo hanno aderito all’iniziativa “M’illumino di Erasmus” e vestiranno di luce una propria chiesa, rispettivamente Sant’Antonio e la cattedrale di San Bartolomeo.
Entrambi i monumenti ricordano la ricostruzione, simbolicamente una rinascita, come quella rappresentata dai giovani che, con le loro esperienze di studio e incontro, uniscono i popoli. Infatti, una parte del muro di cinta della chiesa al centro di Cassino è realizzata con i resti dell’antica torre campanaria, così come San Bartolomeo a Pontecorvo è risorta dopo la distruzione dei bombardamenti.
Ecco come ha presentato l’iniziativa l’assessore Paola Verde: «Nel 1987 soltanto un paio di migliaia di studenti in tutta Europa parteciparono alla prima edizione del programma Erasmus, oggi sono più di sei milioni. Un’iniziativa cresciuta tantissimo in questi ultimi anni, ma che, soprattutto, ha dato a molti ragazzi la possibilità di conoscere realtà formative diverse dal loro paese di origine oltre alle tante chance di occupazione. Auspico che ancora tanti altri giovani della città di Cassino possano attraverso questa esperienza intraprendere un percorso foriero di soddisfazioni».
Sottolinea il vice sindaco e assessore alla cultura di Pontecorvo, Moira Rotondo: «Il 9 maggio, ricorrenza della storica dichiarazione di Robert Schuman, è soprattutto una festa di pace, bene inestimabile da tramandare alle giovani generazioni di europei».










