In attesa della conferenza stampa di domani, convocata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco D’Alessandro, si accende la polemica che questa volta vede da un lato, il consigliere di opposizione Enzo Salera, dall’altra il consigliere di maggioranza Carmine Di Mambro.
Ad infiammare l’arena, alcune dichiarazioni di Salera il quale invita sulla stampa il sindaco alle dimissioni a causa della vicenda dell’acquedotto comunale e parla di “cento giorni per avere la conferma, per gli sprovveduti che ci avevano creduto, della piĂą grande speculazione della campagna elettorale”.
A rispondere all’invito, Di Mambro che dice in una nota << Il mago dei presunti conti in regola dovrebbe avere piĂą rispetto dei cittadini che hanno consentito a D’Alessandro di divenire sindaco di Cassino, ma questo suo atteggiamento spocchioso non mi meraviglia. Cosa vuole dire sul problema dell’acqua proprio loro che non si sono costituiti in giudizio? che non hanno ancora spiegato ai cittadini perchè? che ci hanno consegnato un cadavere spirato da poco e loro, autori dell’omicidio, vanno dicendo a tutti di essere innocenti? allora consiglio al dottor Salera di consultare il suo ex primo cittadino che pochi giorni fa ha affermato di aver trovato la strada maestra! Magari se l’avesse trovata prima nei suoi cinque anni di governo inutile sarebbe stato meglio. Ma la cosa incredibile è che questa strada secondo Petrarcone prevedrebbe un tavolo delle trattative con Acea anche in relazione al ristoro di Acqua Campania. Ebbene – prosegue Di Mambro – se il sindaco D’Alessandro non avesse emesso la piĂą coraggiosa delle ordinanze sindacali il 9 settembre, questa eventualitĂ non si sarebbe mai verificata considerando che mai l’ex amministrazione aveva vantato questa possibilitĂ davanti al Consiglio di stato. Quindi prendo atto dell’allineamento dell’ex sindaco alla nostra strategia come da lui dichiarato il 21 settembre sulla stampa locale. Inoltre, nella stessa data l’ex primo cittadino definisce l’acquedotto un colabrodo e riferisce che la delibera Donatelli del 4 maggio sia la soluzione. Ebbene, nel ricorso per l’annullamento della suddetta delibera Acea Ato 5 si difende dicendo che una delle tre caratteristiche per l’applicazione della Legge 221/2015 sia proprio la minima dispersione idrica non superiore al 20%, affermando che il Comune di Cassino non la garantisce. Ora c’è anche l’avallo dell’ex Sindaco che consegna ad Acea un ulteriore assist per annullare la sua stessa delibera di giunta, ma non c’è da meravigliarsi!>>.Â
Cassino – Politica: polemiche velenose. Salera chiede le dimissioni e Di Mambro replica










