Reazioni diverse in vista del posizionamento, promosso per domani dal Consorzio degli Albergatori di Cassino, di una stele in prossimità della Grotta Foltin, nei pressi dell’ex Hotel Excelsior, all’interno della quale vi era il comando tedesco durante la seconda guerra mondiale.
«Francamente – scrive l’assessore comunale Beniamino Papa – trovo sconcertante le polemiche ed il clamore sorti per l’iniziativa promossa dal Consorzio degli albergatori di Cassino di posizionare una stele che commemora i caduti di tutte le guerre nel punto ove si trovava la Grotta di Foltin, la caverna che divenne posto di medicazione e postazione difensiva dei paracadutisti tedeschi.
La stele commemorativa ha lo scopo di ricordare i soldati di tutti gli schieramenti che caddero nella battaglia di Cassino e non certo un’ideologia che generò i presupposti per la perdita di tante vite umane.
Da sempre la nostra città è stata elevata a simbolo di pace e luogo ove più di ogni altro coltivare la memoria storica e far sì che attraverso di essa vengano promossi i principi di solidarietà e convivenza pacifica fra i popoli.
E proprio con questo spirito che nel nostro territorio sono stati creati monumenti e cimiteri di guerra dove sono stati sepolti i soldati di tutte le nazioni che hanno combattuto nella nostra zona, nessuna esclusa.
E sempre con lo stesso spirito che da anni vengono organizzate nella nostra città cerimonie che ricordano l’olocausto di Cassino e della sua popolazione e in queste manifestazioni i momenti più belli sono stati sempre quelli in cui i reduci, che un tempo si fronteggiavano armi alla mano, si lasciavano andare a lunghi ed affettuosi abbracci fraterni.
Questi abbracci erano la risposta più eloquente a coloro che a tutti i costi volevano alimentare sentimenti di odio e di rivalsa verso coloro che avevano combattuto su un fronte opposto.
Oggi siamo tutti d’accordo che non esistono guerre giuste ma esistono solo le guerre con i loro lutti,i loro morti e le loro tragedie che non risparmiano nessuno e se ciò è vero abbiamo il dovere di ricordare tutti i soldati che furono obbligati a rinunciare alle gioie della propria vita per uccidere loro coetanei.
Pertanto polemizzare contro certe iniziative non contribuisce a favorire lo spirito di conciliazione tra i popoli e se dovessimo cedere alla richiesta di non posizionare la stele in quel luogo, dovremmo coerentemente smantellare anche il cimitero militare tedesco, o riflettere sui crimini commessi verso la popolazione civile da tutti gli eserciti che si trovarono a combattere le battaglie di Cassino, con iniziative che non certo favorirebbero quello spirito di fratellanza tra i popoli che noi più degli altri abbiamo il dovere di promuovere».
La stessa associazione degli albergatori condanna «i gesti criminali perpetrati durante gli eventi bellici nei confronti dei civili inermi. Il posizionamento della stele ha l’unico obiettivo di voler dotare la città di Cassino di punti di interesse storico-turistico-culturale. Pertanto l’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav si dissocia fermamente da accuse e illazioni che le stanno giungendo da più parti».
+++ AGGIORNAMENTO +++
Sulla cerimonia, nella serata di ieri, è intervenuto anche il sindaco Carlo Maria D’Alessandro con la seguente dichiarazione: «Ricordando la distruzione della nostra città ho definito il 15 marzo un olocausto per la nostra comunità. Quindi qualsiasi iniziativa che possa turbare la memoria e la sensibilità della nostra città deve essere sospesa. Cassino è città della pace. Il ricordo per chi ha perso la vita in questa terra per la nostra libertà e quella dei nostri figli, deve unire e non provocare divisione. Ma siamo anche città della riconciliazione e questo ruolo ce lo conferisce la storia con quello che ho definito il nostro personale olocausto.
“Un paese che litiga non cresce”. Queste sono le parole pronunciate stamattina da papa Francesco che possano essere una guida per il futuro della nostra Cassino».
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