Cassino – Ospedale in agonia tra indifferenza e fatalità: braccio fratturato per un anestesista, e la carenza cresce. Sindacati scrivono alla Regione Lazio

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L’agonia dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino prosegue tra indifferenza ed iniziative estemporanee (lodevoli ma non coordinate e quindi inefficaci, o quasi); ed ora ci si mette pure … il Fato.

Da molti mesi, nell’ospedale di Cassino c’è una pesante carenza di anestesisti tanto da costringere il direttore sanitario ad emanare una disposizione di servizio che vieta i ricoveri per fratturati.

Pochi anestesisti, quindi, anzi pochissimi; e bisogna sperare che stiano sempre bene; ed invece, la sorte ha voluto che uno di essi si sia fratturato un braccio; abbassando ancora di più, per qualche tempo, l’organico degli anestesisti.

Dinanzi a questo scenario, la popolazione di un vasto territorio che si allarga anche a comuni fuori provincia e fuori regione, vive drammaticamente sulla proprio pelle le conseguenze di queste disfunzioni (la carenza degli anestesisti è solo l’ultima, peraltro strategica per le prestazioni dei servizi ospedalieri).

Nel frattempo, c’è chi si attiva per protestare e tenere alta l’attenzione a difesa dell’ospedale Santa Scolastica. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è dei Sindacati.

CGIL, CISL e UIL, che definiscono inaccettabile quanto sta succedendo nella sanità locale, chiedono un incontro con il presidente della Regione Lazio Zingaretti.

“La Regione Lazio è chiamata a dare soluzioni concrete, rapide, attuabili. Evitando di continuare a nascondersi dietro giustificazioni ingiustificabili”.

Succederà qualcosa di positivo stavolta?

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