Cassino – Operazione antidroga. Sgominata organizzata banda dello spaccio. Indagini partite dopo la morte di un tossicodipendente in un B&B del rione Colosseo [VIDEO – FOTO]

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Una brillante operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Cassino ha consentito di sgominare una banda di spacciatori che gestiva un fiorente mercato di stupefacenti attraverso un’organizzazione molto radicata ed estesa sul territorio.

L’attività investigativa è durata diversi mesi, anche per le numerose cautele utilizzate dai componenti della banda per comunicare tra loro e per rifornire di droga il mercato cittadino.

Gli arrestati
Le manette, disposte dal GIP del Tribunale di Cassino, Dott. Salvatore Scalera, e richieste dal Pubblico Ministero Dott.ssa Chiara D’Orefice, sono scattate ai polsi di Antonio Izzi, 51enne di Cassino, già censito per reati in materia di stupefacenti e furto (Associato al carcere di Cassino); Carmine Curioso, 40enne di Cassino, già censito per reati in materia di stupefacenti (associato al carcere di Cassino); Luigi Pensati, 42enne di Cervaro, già censito per reati in materia di stupefacenti, resistenza a P.U. ed altro (detenuto presso il carcere di Cassino); Patrizia Iovine, 42enne di Cervaro, già censita per reati in materia di stupefacenti (al momento detenuta presso la casa circondariale di Roma Rebibbia Femminile); Ottavio Spada, 39enne di Cassino, già censito per reati in materia di stupefacenti, favoreggiamento, maltrattamenti in famiglia, ricettazione, insolvenza fraudolenta ed altro (associato al carcere di Cassino); Gennaro Peluso, 43enne di Napoli, già censito per reati in materia di stupefacenti, violenza e minacce a P.U. resistenza, ricettazione, rapina ed altro, porto abusivo di armi evasione ed altro (associato al carcere di Napoli Poggioreale); Virginia Sauchelli, 41enne di Cassino, già censita per reati in materia di stupefacenti, furto aggravato e furto con destrezza, spendita monete false ed altro (sottoposta agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza); Nunzia Casaburi, 38enne di Napoli, già censita per reati in materia di stupefacenti (sottoposta agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza).

Le indagini
L’indagine traeva origine dagli accertamenti svolti in merito alla morte, collegata all’utilizzo di sostanze stupefacenti del tipo eroina, di Antonio Santino Marsella, dai quali emersero indizi di colpevolezza a carico dell’indagato Antonio Izzi, noto spacciatore del luogo, in merito alla cessione di alcune dosi di eroina, parte delle quali rinvenute sul luogo del ritrovamento del cadavere, il 25 novembre 2015 nel B&B Toselli House.

Sulla base degli elementi raccolti vennero attivate una serie di attività e numerosi sequestri penali e amministrativi, che evidenziarono una fluente attività di spaccio, condotta ed organizzata da una coppia di origine campana stanziatasi da qualche anno nell’hinterland Cassinate, la quale, per la commercializzazione al dettaglio, si avvaleva di diversi spacciatori locali, mentre per l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti faceva capo a rifornitori operanti sia sul litorale domizio sia sulla piazza di spaccio di Napoli Secondigliano.

 

L’organizzazione
Secondo gli investigatori, la banda aveva un’organizzazione ben definita nel ruolo e nei compiti: i coniugi napoletani Gennaro Peluso e Nunzia Casaburi, residenti nel quartiere Terzo Mondo di Scampia, ed uno straniero di nome Mike, dimorante a Castel Volturno (Ce), si occupavano della fornitura di ingenti quantitativi di stupefacenti; gli ex coniugi Luigi Pensati e Patrizia Iovine (in un’abitazione videorvegliata nella contrada Foresta), insieme a Ottavio Spada e Carmine Curioso, si occupavano della commercializzazione all’ingrosso della droga; Antonio Izzi e Virginia Sauchelli, ed altri due denunciati in stato di libertà, erano invece i pusher.

Modus operandi
Nel corso dell’indagine i carabinieri hanno subito notato la scaltrezza delinquenziale degli indagati atta ad eludere eventuali attività investigative a loro carico, infatti non solo ricorrevano all’utilizzo di linguaggio criptico e/o di copertura nelle conversazioni telefoniche, ma erano soliti utilizzare social network, quali WhatsApp e/o Facebook, per impedire di tracciare sia le comunicazioni tra loro che quelle con i loro clienti.

Utilizzavano schede telefoniche intestate a terze persone, in modo da impedire una loro rapida identificazione, come accertato per Antonio Izzi, ed utilizzata per tenere, in via esclusiva, contatti con i soli clienti e/o complici; oppure altra utenza intestata a cittadino pakistano ed in uso a Gennaro Peluso.

Cambiavano spesso le schede telefoniche utilizzate ogni qual volta incappavano, sia loro stessi che i loro complici impiegati nella vendita delle sostanze stupefacenti, in controlli delle Forze di Polizia.

Utilizzavano più schede telefoniche intestate ad un solo indagato per comunicare tra loro, in modo da ostacolare eventuali collegamenti tra i vari complici, come nel caso delle tre sim intestate a Patrizia Iovine di cui una utilizzata da lei stessa e le altre due dall’ex marito Luigi Pensati, e da Ottavio Spada detto Nino.

VIDEO DELL’OPERAZIONE:

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