Con l’operazione di questa notte si chiude l’indagine antidroga “12° Round” nel corso della quale i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ai domiciliari e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, nei confronti di sei soggetti, quattro dei quali appartenenti ad un’unica famiglia di etnia rom, stabilmente residente nel quartiere popolare “La Malfa” di via Garigliano, accusati a vario titolo di spaccio di cocaina, hashish e marijuana.
Nello specifico la famiglia rom, collaborati da due ragazzi di cui uno portatore di handicap, aveva adibito l’appartamento ATER a loro in uso ad un vero e proprio minimarket della droga, dove i clienti del Cassinate, ma anche delle vicine provincie di Caserta e Isernia, si recavano a qualsiasi ora del giorno, fino a tarda notte, senza alcun preventivo accordo, sicuri di ricevere lo stupefacente per il proprio fabbisogno personale.
In effetti gli indagati svolgevano tale redditizia attività di spaccio di stupefacenti in modo professionale e consolidata nel tempo.
Difatti gli stessi erano soliti vigilare l’area adiacente la loro abitazione, anche con l’uso di un binocolo, per scrutare l’eventuale presenza di appartenenti delle Forze di Polizia o telecamere, e quindi con il chiaro intento di eludere eventuali controlli a loro carico.
L’indagine durata più di un anno, con servizi di osservazione, pedinamento e controllo, ma anche con l’ausilio di apparati tecnici quali telecamere e microspie, ha permesso di acquisire un granitico quadro probatorio circa l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso dei vari servizi effettuati, i Carabinieri hanno proceduto al controllo di numerosissimi giovani, anche minori, e persone adulte, che si recavano all’interno dell’abitazione degli arrestati per acquistare lo stupefacente.
I consumatori individuati dai militari, appena si allontanavano dall’abitazione degli spacciatori, venivano sottoposti a perquisizioni personali, attività questa che permetteva di trovare sempre dosi di droga appena acquistata, che servivano agli acquirenti per il loro fabbisogno personale.
Nel corso delle indagini sono stati segnalati alla Prefettura di Frosinone e Caserta 18 tossicodipendenti e sequestrati 105,96 grammi di hashish e 5 di cocaina.
Le certosine investigazioni permettevano di addebitare agli indagati la cessione di circa 600 dosi di stupefacenti, in particolare cocaina; inoltre permettevano di addebitare agli indagati – così come si legge nell’ordinanza in parola – lo smercio di circa 1 kg di marijuana e 200 g di hashish.
Tra i clienti degli odierni indagati figurava anche un giovane di Cassino, deceduto nel decorso mese di settembre 2019, per presunta overdose.
Le persone sottoposte alla custodia cautelare in carcere sono: Giuseppina Di Silvio 44enne, i figli Nicandro De Silva 23enne ed Antonio De Silva 21enne, e la cognata Rosina De Silva; mentre Francesco Morra, portatore di handicap, è agli arresti domiciliari e Massimo Fiorella è sottoposto all’obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria.
Le due donne sono state tradotte nel carcere di Roma-Rebibbia Sezione Femminile; i due fratelli nella la casa circondariale di Cassino.
La struttura che oggi è stata debellata era sostenuta, in particolare, dai fratelli De Silva Nicandro e De Silva Antonio, soggetti apprezzati e già contigui al clan Ferreri/Panaccione, debellato dall’indagine “La Storia Infinita”.










