Un arco di palloncini bianchi ed azzurri, fiori dappertutto, un silenzio surreale, lacrime, un cielo triste, ed una grande folla di parenti, amici, conoscenti e semplici cittadini, hanno accolto l’arrivo di Lorenzo Saggese nella chiesa Madre di Cassino per tributargli l’ultimo saluto.
Un silenzio squarciato all’improvviso da un prolungato tintinnio di campane e dagli applausi, che hanno accompagnato la bara del giovane cassinate morto in sella alla sua moto una notte di primavera, dopo essersi scontrato con una macchina.
La morte, si sa, arriva per tutti, anche se non si sa quando.
E’ un epilogo che difficilmente si accetta, come ha ricordato anche don Salvatore nella sua omelia, soprattutto quando riguarda una giovane vita, come quella di Lorenzo Saggese; un giovane che aveva tutta una vita avanti a se che un destino crudele ha voluto recidere all’improvviso, in una notte di primavera, proprio quando la natura inizia a restituire vita al creato.
Così è andato via Lorenzo Saggese e questa mattina tutti hanno voluto salutarlo quando ha iniziato il suo ultimo viaggio, nella Chiesa Madre.
Ogni morte deve servire, come ha invitato a fare ancora don Salvatore, a riflettere sul significato della vita; una vita da dedicare all’amore e all’amicizia, perché solo così la vita ha un senso; e quella di Lorenzo, seppure breve, e con un sorriso per tutti, un senso lo ha avuto.










