I problemi legati alla gestione del servizio idrico integrato resta sempre in primo piano a Cassino ed il comitato No Acea, sempre in prima fila, ha indetto per giovedì 20 dicembre, a partire dalle ore 16:30, un’assemblea-dibattito pubblica, nella Sala Restagno del palazzo comunale.
All’ordine del giorno le “criticità della gestione Acea-Ato 5 spa nell’espletamento del Servizio Idrico Integrato in provincia di Frosinone; l’individuazione di un percorso amministrativo che ci accompagni verso la gestione del Servizio Idrico Integrato in mano pubblica”.
In pratica due punti attraverso i quali mettere a nudo tutte le criticità dell’attuale gestione, non esclusa l’analisi dei costi elevati dell’acqua a metro cubo, nelle varie fasce, e quindi gettare lo sguardo al futuro, cioè la gestione pubblica della risorsa acqua, obiettivo primario del progetto che ha dato il via alla nascita del comitato No Acea.
L’assemblea è pubblica e non limitata ai soli cittadini di Cassino ma a tutte le persone interessate in provincia di Frosinone, alle altre associazioni e ai Sindacati.
Chiaro l’obiettivo di fare squadra e di rafforzare sempre di più il fronte contro Acea Ato 5 ed anche contro la politica, ritenuta “morbida” dal comitato nel portare avanti le istanze dei cittadini.
Non a caso, il leader del movimento, Renato De Santis, in un post su Fb puntualizza che è necessario “trovare il grimaldello per aprire una serratura (quella di Acea NdR) che i politici difendono e custodiscono molto gelosamente”.
Intanto suscita perplessità l’ipotesi ventilata secondo la quale sarebbe la stessa Acea a voler lasciare la gestione dell’acqua in provincia di Frosinone.
Questa eventualità, seppure auspicata dai cittadini, appare poco credibile nelle reali intenzioni del colosso idrico romano.










