C’è chi viene assunto regolarmente in una ditta privata, chi si arrangia a fare qualche lavoretto senza alcun contratto o tutela, chi chiede l’elemosina all’uscita dei supermercati e dà un aiuto alle signore con le buste della spesa troppo pesanti… e chi è disposto a offrire il proprio corpo per prestazioni sessuali. Apparteneva a quest’ultima categoria il nigeriano che è stato fermato a Cassino dalla polizia.
Trentaduenne, fisico prestante, si era allontanato dal centro di accoglienza di Caserta, dov’era ospitato, per svolgere la sua “attività” all’ombra dell’abbazia. Singolare le modalità con le quali offriva le sue prestazioni: quando è stato fermato dagli agenti del commissariato, camminava lungo viale Europa, la strada che costeggia il fiume Rapido, e mostrava alle donne incrociate per caso un foglio di carta sul quale era scritta la sua offerta. Era disponibile ad avere con loro rapporti sessuali in cambio di denaro, questo – più o meno – c’era scritto.
Fermato dai poliziotti, gli è stato consegnato un foglio di via obbligatorio. Va detto che, a quanto pare, le forze dell’ordine sono intervenute a fermarlo perché lo hanno notato durante il loro normale giro di perlustrazione, e non a seguito di una segnalazione o una denuncia. Si potrebbe dedurre che il suo comportamento non fosse, in fondo, molesto, e che nessuna si sia lamentata.
Si potrebbe fare una considerazione: facendo un giro dei commenti che questa notizia ha suscitato su internet, abbiamo trovato che la maggior parte ha un tono divertito, o quantomeno ironico. Un ragazzone che si offre alle donne con un cartello, fa anche sorridere, certo. Lo scandalo, la libera impresa, eccetera eccetera… Ma se, invece di un uomo, fosse stata una donna o una ragazza? L’episodio sarebbe sembrato altrettanto leggero? La sua prostituzione non avrebbe anche un po’ commosso e indignato?










