Cassino – Nigeriano derubato e picchiato da due cassinati

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Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 18:00, un ragazzo nigeriano è stato violentemente aggredito da due giovani di Cassino all’interno della villa comunale della città. Decine i testimoni: a quell’ora, infatti, erano presenti famiglie con bambini.

Il gesto violento dovrebbe essere stato motivato da una vendetta. A quanto pare, i due balordi avevano rubato il cellulare allo straniero richiedente asilo, ma questi, invece di stare zitto, si era ribellato, e nel più civile dei modi, sporgendo denuncia. Un affronto intollerabile, punito col raid di ieri pomeriggio. Almeno questa, secondo alcune fonti, sarebbe all’origine della scena cui hanno dovuto assistere tanti spaventati cittadini alla villa comunale. Le indagini sono in corso.

Dall’aggressione, il nigeriano è uscito con ferite al torace e al braccio, provocate anche dai colpi di una bottiglia rotta. Per i due cassinati è scattata subito la denuncia.

+++ AGGIORNAMENTO +++

La Questura ha divulgato la notizia dell’aggressione e in base alla comunicazione ufficiale è possibile rettificare qualche informazione e precisare le dinamiche dell’episodio.

Prima di tutto, lo straniero non è un nigeriano, ma viene dal Gambia. Ha 23 anni. I cassinati coinvolti non sono 2, ma 3 (di 20, 21 e 22 anni), benché solo uno di loro, quello più giovane, è stato coinvolto nell’aggressione.

Ecco come si sarebbero svolti i fatti. Il gambiano chiama il 113. Dice di trovarsi alla Villa Comunale e di aver riconosciuto i 3 ragazzi che la sera precedente gli hanno rubato il cellulare. I poliziotti arrivano, li identificano, anche se non trovano il telefonino che sarebbe stato rubato.

Trascorre qualche ora e il ventenne di Cassino chiede al gambiano di chiarirsi. La discussione però degenera. Allora il cassinate prende una bottiglia, la spacca e ferisce al braccio e al volto il gambiano.

Poco dopo i poliziotti rintracciano il ventenne di Cassino presso un bar, con gli abiti ancora sporchi di sangue. Scatta la denuncia per lesioni aggravate.

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