Non si placa il clamore mediatico, a livello locale ma anche nazionale, sui social e nel chiacchiericcio popolare dopo il clamoroso caso dei maltrattamenti a cui erano sottoposti alcuni bambini della scuola dell’infanzia di via Zamosch a Cassino.
Notizie alle quali si era abituati, ma solo perché erano legate ad episodi accaduti in altre parti del Paese.
Chi poteva pensare che, ad una settimana dagli orrori di Ariccia, una scuola del cassinate potesse essere interessata da episodi di maltrattamenti?
Eppure, ogni notizia che appare lontana e inverosimile prima o poi può materializzarsi anche nella comunità a cui si appartiene.
Ieri, su ordine della Procura della Repubblica di Cassino, le due maestre accusate di maltrattamenti sui bambini della scuola di via Zamosch sono state in via cautelare interdette dalla funzione di insegnante per dodici mesi.
Martedì compariranno dinanzi agli investigatori per essere interrogate, alla presenza dei loro avvocati di fiducia.
Dovranno dare spiegazioni e giustificazioni sul loro operato, immortalato dalle riprese audio e video delle telecamere nascoste posizionate dagli investigatori dopo aver raccolto la denuncia di uno dei genitori dei 28 bambini che frequentano la classe.
Parallelamente proseguono le indagini e la raccolta di testimonianze e deposizioni di chi vive e lavora nella scuola.
Questa mattina è stata ascoltata anche la dirigente scolastica dalla quale, probabilmente, gli investigatori vogliono sapere se si era accorta di qualcosa e se aveva avuto qualche tipo di segnalazione o confidenza.










