Il Comune di Cassino ha emesso recentemente un’ordinanza mirata a limitare il diffondersi della dipendenza dal gioco, la cosiddetta ludopatia. Ne abbiamo discusso questa mattina a “Diritto di parola” con Angela Abbatecola, una delle promotrici di questa decisione.
«Abbiamo riscontrato che Cassino è, in tutto il centro-sud Italia, uno dei centri che soffre in maniera più drammatica questo problema – Cassino e la provincia di Frosinone» ha detto la dirigente di “Fratelli d’Italia” di Cassino. «Ci siamo resi conto che i dati che ci sono stati forniti raggiungono anche il doppio dei dati forniti da Napoli, dalla Campania e da altre città importanti, come Roma, per esempio».
Abbatecola ha elogiato «il coraggio del sindaco D’Alessandro, che non ha esitato a voler portare avanti questa battaglia. “Coraggio” perché il gioco d’azzardo rappresenta un giro d’affari estremamente importante: fronteggiando questo problema, si fronteggiano anche lobby importanti».
«Questa ordinanza non è che il punto di partenza – precisa comunque – con questa ordinanza non abbiamo risolto il problema, ma si cominciano a fissare dei paletti». Sono stati compressi gli orari di utilizzo delle slot e interdetta la loro installazione in locali troppo vicini a centri di aggregazione [leggi qui]. «Il significato di questa ordinanza è etico e politico: dà il messaggio forte che l’amministrazione comunale vuole occuparsi di temi importanti».
Bisogna considerare che, come ci ha detto Angela Abbatecola, «la dipendenza da gioco d’azzardo è stata annoverata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità al rango di dipendenza da stupefacenti. Da un punto di vista medico, equivale in tutto e per tutto a una dipendenza da droghe».
Quando la conduttrice Lucia Campoli le chiede se non teme che, a seguito dell’ordinanza, possano esserci ripercussioni negative per le attività commerciali, Abbatecola non si tira indietro nel rispondere, usando paragoni forti: «Anche gli spacciatori talvolta campano le famiglie con lo spaccio di sostanze stupefacenti. Invece credo che per le attività commerciali che attualmente vivono in buona parte di questi introiti vada trovata una soluzione alternativa. Seminare malattia e disagio sociale – ci sono anche delle morti legate al gioco d’azzardo – non penso che possa essere un fatto da sottovalutare rispetto a quello che può essere l’introito di un’attività. Ipotizziamo sgravi fiscali per quelle attività che rinunciano a vivere sull’istallazione di slot machine».
Di seguito, pubblichiamo il video dell’intervista di stamattina:
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