Un atto unico magistralmente interpretato dal regista, da Nunzia Schiano e dai sei attori della Compagnia Luigi De Filippo.
La Schiano che comunica a colpi di proverbi declamati a raffica, il regista Decaro che dà un’anima ad ogni angolo di quel palcoscenico e delle tante caratterizzazioni che vi saltano, urlano, recitano. Attori che interpretano una compagnia itinerante alle prese con le opere di Molière. E con le difficoltà di chi lavora per strappare sì un applauso, ma anche e soprattutto una moneta o un filone di pane per sopravvivere.
Tutto in un viaggio verso Parigi, per fuggire dalla peste e dalle difficoltà attraverso un percorso reale e onirico di Oreste Bruno da Nola con la sua famiglia. Una Compagnia viaggiante di teatranti che sulla carretta dei comici tanto cara a Peppino e a Luigi De Filippo rincorre un sogno. Di vita e di arte. In sette quadri, un prologo ed un epilogo.
Gli applausi a scena aperta non mancano, il lunghissimo tributo finale collettivo è attestato di stima e consenso per un adattamento teatrale che grazie a Decaro (quanta strada ha percorso dai tempi del nostalgico trio con Troisi e Arena!) unisce le peculiarità di due capolavori di Molière, L’avaro e Il malato immaginario.
A questi due titoli, i De Filippo hanno dedicato la loro attenzione, sia teatrale che umana. E ieri sera i sei attori della Compagnia Luigi De Filippo, Luigi Bignone, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Giorgio Pinto, Fabiana Russo, Ingrid Sansone, le musiche di Nino Rota, le villanelle e le canzoni popolari del ‘600 napoletano che sono risuonate, alte e profonde in tutto il Teatro Manzoni, hanno reso indimenticabile e “calda” una piovosa serata autunnale.










