Cassino – L’omaggio di Enzo Decaro al Teatro Manzoni al termine degli applausi per “L’Avaro immaginario”

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Un atto unico magistralmente interpretato dal regista, da Nunzia Schiano e dai sei attori della Compagnia Luigi De Filippo.

«Non sono solito parlare al termine di una rappresentazione teatrale, ma questa sera lo faccio volentieri perché voglio complimentarmi per quanto è stato fatto qui al Manzoni, io ricordavo un altro Teatro… È bello vedere un luogo accogliente e pieno di pubblico restituito al teatro e alla cultura». Così ieri sera Enzo Decaro al termine dell’applauditissima commedia “L’Avaro immaginario” al Teatro Manzoni di Cassino. 

Un carro al centro della scena, ipnotico e affascinante. Insieme palcoscenico e casa viaggiante in cui recitare, dormire, raccontarsi. Per tutta la durata dello spettacolo, la ricostruzione di quel carretto degli attori, che nel ‘600 si spostava di piazza in piazza, ha calamitato l’attenzione degli oltre 650 spettatori che hanno affollato il Teatro Manzoni di Cassino. Protagonisti della storia, Enzo Decaro e Nunzia Schiano. Nell’Avaro immaginario sono fratello e sorella. Nella vita sono due attori che continuano a stupire e a ricordarci che nella voce di un interprete ci sono mille sfumature, innumerevoli contenuti, un mondo di magia. 

La Schiano che comunica a colpi di proverbi declamati a raffica, il regista Decaro che dà un’anima ad ogni angolo di quel palcoscenico e delle tante caratterizzazioni che vi saltano, urlano, recitano. Attori che interpretano una compagnia itinerante alle prese con le opere di Molière. E con le difficoltà di chi lavora per strappare sì un applauso, ma anche e soprattutto una moneta o un filone di pane per sopravvivere. 
  
Tutto in un viaggio verso Parigi, per fuggire dalla peste e dalle difficoltà attraverso un percorso reale e onirico di Oreste Bruno da Nola con la sua famiglia. Una Compagnia viaggiante di teatranti che sulla carretta dei comici tanto cara a Peppino e a Luigi De Filippo rincorre un sogno. Di vita e di arte. In sette quadri, un prologo ed un epilogo. 
  
Gli applausi a scena aperta non mancano, il lunghissimo tributo finale collettivo è attestato di stima e consenso per un adattamento teatrale che grazie a Decaro (quanta strada ha percorso dai tempi del nostalgico trio con Troisi e Arena!) unisce le peculiarità di due capolavori di Molière, L’avaro e Il malato immaginario. 
  
A questi due titoli, i De Filippo hanno dedicato la loro attenzione, sia teatrale che umana. E ieri sera i sei attori della Compagnia Luigi De Filippo, Luigi Bignone, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Giorgio Pinto, Fabiana Russo, Ingrid Sansone, le musiche di Nino Rota, le villanelle e le canzoni popolari del ‘600 napoletano che sono risuonate, alte e profonde in tutto il Teatro Manzoni, hanno reso indimenticabile e “calda” una piovosa serata autunnale.

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