Il Comune di Cassino, come tutti i comuni italiani, ha reso noto che sono in corso le iscrizioni nella lista di leva militare e c’è chi ha erroneamente pensato che lo Stato avesse ripristinato il servizio militare obbligatorio.
In realtà, la procedura di iscrizione nelle liste di leva è un atto dovuto da parte di tutti i comuni che annualmente, nel mese di gennaio, devono procedere all’iscrizione.
Lo stabiliscono leggi “antiche”, ad esempio il DPR 237 del 1964, che prevedono annualmente la redazione delle liste per i giovani che compiono i 17 anni di età nel corso dell’anno solare; in questo caso il 2020.
E si tratta di un obbligo per i comuni ma anche un dovere per i cittadini, per genitori o tutori dei 17enni interessati che hanno “l’obbligo di curare che l’iscrizione avvenga regolarmente”.
Ma questo non significa che i giovani saranno chiamati alle armi, esercizio che, come è noto, da diversi anni (dal 1 gennaio 2005) è stato sospeso, lasciando spazio solo a quello volontario.
Quindi, le liste annualmente redatte dai comuni sono “utili” esclusivamente qualora dovessero verificarsi condizioni per il richiamo alle armi oppure in caso di ripristino del servizio militare.
Su questa ipotesi si dibatte molto sia a livello politico, con dibattito in sull’eventualità del ripristino, che sui social.
Non mancano tesi secondo le quali per i giovani il ritorno al servizio di leva costituisce un’”occasione di formazione” e crescita civile; altri ritengono il militare, invece, “un anno perso”, ecc..










