Cassino – L’educazione ai sentimenti come insegnamento nelle scuole: la proposta dell’assessore ai servizi sociali Benedetto Leone

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Durante un convegno che si è svolto ieri davanti ai ragazzi dell’istituto alberghiero “San Benedetto” di Cassino su “Bullismo e cyberbullismo”, l’assessore ai servizi sociali Benedetto Leone ha lanciato una proposta ai dirigenti scolastici: perché, tra le tante materie insegnate, non inserire anche “l’educazione ai sentimenti”?

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E’ un’idea che gli è venuta in mente durante la settimana dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne. In occasione della presentazione di un libro sulla fragilità, Leone ha pensato che c’era una specie “ignoranza” nei confronti della dolcezza, un fraintendimento sulle manifestazioni di affetto. A volte si nega un abbraccio, un semplice abbraccio, per la paura che possa essere interpretato come un segno di debolezza o perché si attribuisce al gesto un’esclusiva connotazione sessuale. «Oggi chi abbraccia più chi gli sta vicino?».

L’assessore Leone ci ha raccontato che, durante l’incontro di ieri con gli studenti dell’alberghiero, una sociologa ha svolto una specie di sondaggio estemporaneo tra i ragazzi. “Chi conosce l’odio?” Tutti hanno alzato la mano. “Chi conosce l’amore?” Tutti hanno alzato la mano. “Chi conosce il rispetto?” Tre o quattro mani alzate. “Chi la moralità?” Solo un paio di braccia si sono sollevate.

«E’ chiaro che ci deve essere un aiuto» ha dichiarato Leone. Ecco dunque l’idea di introdurre l’ora di “educazione ai sentimenti, alla gentilezza e al rispetto”. Basterebbe mezz’ora, in realtà. La famiglia è certo il luogo privilegiato e originario dove una ragazzo deve imparare questi fondamenti dell’umanità, ma la scuola dovrebbe avere il suo ruolo.

Chi potrebbe insegnare una materia del genere? chiediamo all’assessore. Ci risponde che gli insegnanti fanno tanto, ma si dovrebbero creare progetti specifici, che coinvolgano sociologi e psicologi. Chiediamo ancora: come si possono insegnare i sentimenti? Cosa fare? «Innanzitutto educare a non essere indifferenti. Accade un gesto di bullismo a scuola e i ragazzi sono indifferenti. Partire da questo: ciò che non è giusto – la mente umana riconosce ciò che non è giusto – non può avere come risposta l’indifferenza, ma almeno un sussulto di moralità e di sdegno».

Chissà se la sua proposta venga raccolta e se questa possa diventare un’altra idea che, come il capo classe energetico, parte da Cassino per poi richiamare l’attenzione nazionale.

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