Lacrime e sangue, il piano di risanamento cui è stata costretta l’Università degli Studi di Cassino per ripianare il maxi buco finanziario ammontante a circa 36 milioni di euro. A pagare saranno anche gli studenti, costretti a subire gli effetti della scure del ripianamento.
Infatti, oltre ai previsti aumenti delle tasse per i fuori corso, gli studenti subiranno il mancato turnover del personale che andrà in pensione; compresi i professori, che saranno sostituiti nell’attività didattica dai ricercatori.
Il piano di risanamento, varato dal rettore Betta e dall’apposita Commissione Intrisano deve trovare il placet del Governo e prevede una distribuzione del debito nei prossimi venti anni durante i quali l’ateneo dovrà accantonare quasi 2 milioni di euro l’anno. Un piano che prevede, oltre al blocco del turnover e all’aumento delle tasse scolastiche, anche l’alienazione di alcuni immobili di proprietà, come la struttura di Terracina e quella di via Zamoch a Cassino.
Sul piano giudiziario si attende di conoscere chi sarà ritenuto responsabile di questo dissesto finanziario dell’Università e, soprattutto, i provvedimenti che saranno presi nei loro confronti.










