“Secondo il rilevatore PM10 dell’associazione Medici di Famiglia per l’ambiente, la notte c’è il picco dei valori, in special modo dalle 4 alle 8 di mattina, quando il traffico è nullo ed i riscaldamenti sono spenti”.
Lo afferma l’ambientalista Edoardo Grossi in un post in cui ricorda di aver sempre sostenuto che “i responsabili dei veleni immessi in atmosfera sono i roghi tossici della notte e qualche stabilimento fuorilegge che apre i filtri”.
E lancia ancora un appello “alla politica di affrontare seriamente questo problema sanitario grave”.
Il fenomeno, da qualche parte, però, viene addebitato alla “inversione termica” notturna, un fenomeno che impedirebbe il “rimescolamento” dell’aria favorendo invece foschie, nebbie e smog.
Comunque sia, l’inquinamento atmosferico vede Cassino tra le città più coinvolte della provincia di Frosinone, insieme al capoluogo, Ceccano e Ferentino.
Gli sforamenti delle rilevazioni quotidiane delle polveri sottili sono ormai una “normalità”, una sessantina nel 2019; ma nel 2020 questo dato sembra destinato ad essere superato.











