Nei giorni scorsi, l’ultimo episodio risalirebbe al 30 aprile, il Rio Pioppeto è tornato “in uno stato vergognoso” ed il Comitato Allerta Cerro chiede l’installazione delle telecamere per verificare l’origine dell’inquinamento.
L’associazione di residenti (con il presidente Dario Leva ed il portavoce G. Carrino Jr) ha per questo scritto ai sindaci dei comuni di Cassino, Villa S. Lucia e Pignataro Interamna e al Presidente del Cosilam, per chiedere l’installazione Webcam ad accesso pubblico; anche alla luce dei finanziamenti recentemente assegnati al Cosilam per la copertura delle vasche del depuratore gestito dal consorzio stesso.
“Ci preme far rilevare che i noti e molesti miasmi che si avvertono nella zona industriale e in quelle adiacenti, non provengono soltanto dalle vasche del depuratore ma, con ogni probabilità, anche da altri punti della rete fognaria collegata a sistema con le stazioni di sollevamento e infine con il depuratore stesso. In questi anni, oltre il problema dei miasmi, stiamo assistendo ad un altro tipo di scempio ambientale, che sta interessando il fiume oggetto di scarico dell’impianto di depurazione di via Molino Arso, l’ormai ben noto Rio Pioppeto. Con frequenza inaccettabile le acque del rio assumono evidenti colorazioni diverse da quelle che porterebbero a definirle limpide. Oltre gli annosi episodi, già denunciati in passato, alla base delle vicende del sequestro, durante l’intero periodo primavera-estate (sia nel 2018 che nel 2019 abbiamo assistito agli interventi di Arpa e Polizia Provinciale), se ne sono susseguiti altri, gli ultimi due in un intervallo di pochi giorni, il 21 Aprile e il 30 Aprile scorsi. In entrambe le occasioni il fiume è rimasto per buona parte della giornata in uno stato vergognoso come dimostrato dall’alterazione della pigmentazione delle acque. In entrambe le occasioni sono stati i cittadini ad avvertire i responsabili, che a loro volta hanno risposto che avrebbero provveduto a risolvere il problema. È mai possibile ipotizzare che gli addetti agli impianti non fossero per niente a conoscenza dello stato anomalo? Non possiamo accettare che dopo tutto questo tempo, dopo tutte le battaglie, dopo il recente sequestro del depuratore, nessuno venga avvertito prima di quello che succede, dell’eventuale stato di anomalia dell’impianto e dei conseguenti sversamenti, probabilmente dannosi, nel Rio Pioppeto. È per questi motivi che chiediamo, per motivi di trasparenza, l’installazione di una webcam puntata sulla zona di immissione delle acque di scarico del depuratore nel fiume. La webcam dovrà essere accessibile sui siti istituzionali dei Comuni nei territori dei quali scorre il Rio Pioppeto. In questo modo il Consorzio potrà dimostrare l’effettivo buon funzionamento dei suoi impianti e i cittadini potranno verificare in qualsiasi momento se le colorazioni anomale delle acque saranno imputabili al depuratore o ad altro. Anche le autorità preposte al controllo, che sono in ogni occasione inevitabilmente chiamate dai cittadini, potranno trarre vantaggio dal dispositivo; ricordiamo infatti che la zona non è così velocemente e facilmente accessibile”.










