Cassino – Il sindaco D’Alessandro passa il testimone al commissario Basile e scrive una lettera alla città

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«Carissimi concittadini, il mio rispetto incondizionato per le istituzioni mi ha portato ad aspettare l’emanazione del Decreto del Prefetto di Frosinone prima di scrivervi, e, fino ad oggi, ho continuato a svolgere il compito che mi avete assegnato. Sono onorato della fiducia che mi avete accordato.

Sono stati quasi tre anni intensi e ricchi di impegni, gioie, soddisfazioni, lavoro e soprattutto affetto delle persone.

Tutto ciò che ho fatto come “vostro” Sindaco l’ho fatto con la testa e con il cuore senza risparmiarmi mai.

Non ho mai avuto la pretesa di poter risolvere tutti i problemi che si presentavano giornalmente, ma la certezza di metterci impegno, di provarci mettendoci la faccia, quello si! e lo rifarei altre cento, mille volte.

Ho messo in gioco la mia professione, le mie competenze, la mia famiglia, straordinaria, il mio lavoro e l’ho fatto per amore verso la mia città, consentendo ad una nuova classe dirigente di prendere confidenza con la “politica del fare”».

Quindi lancia una stoccata alle amministrazioni che lo hanno preceduto riferendosi alle disastrate casse comunali e alla dichiarazione di dissesto finanziario.

«Non voglio soffermarmi, anche se ne avrei diritto, sui 70 milioni di euro di debito consolidato che ho trovato il giorno dell’insediamento, o sui 50 milioni di euro nascosti che hanno determinato, sommati ai precedenti, la dichiarazione di dissesto finanziario.

Averlo dichiarato è stato un gesto di grande coraggio e responsabilità perché sarebbe stato più semplice nasconderlo ancora; con il tempo, ridarà conti pubblici in ordine per la nostra città.

Gli affari legali. Hanno determinato anche loro il dissesto con una gestione passata fallimentare delle cause del Comune.

Ora non perdiamo una causa da mesi e la mancata concessione della sospensiva alla mia Ordinanza anti-distacchi Acea ne è una dimostrazione. Con me vince Cassino».

Poi passa ai bilanci, elencando quanto di buono fatto durante il suo mandato.

«Vi lascio in cantiere, oltre ai €.6.180.761,62 attualmente nelle casse della tesoreria del Comune rispetto ai €.54,00 che trovai nel 2016, perché non se ne perda la memoria e perché l’elenco delle cose che state per leggere hanno un nome ed un cognome: Carlo Maria D’Alessandro, Sindaco di Cassino.

1. €. 4.800.000,00 per la realizzazione del nuovo polo scolastico (il primo dal 1981!!!)

2. €. 374.296,00 manutenzione straordinaria e messa in sicurezza strutture scolastiche;

3. €. 600.000,00 Adeguamento e miglioramento sismico e messa a norma edificio scolastico scuola Materna “Arigni”;

4. €. 1.200.000,00 Adeguamento e miglioramento sismico e messa a norma edificio scolastico scuola “E. Mattei” Via Herol;

5. €. 600.000,00 Adeguamento e miglioramento sismico e messa a norma edificio scolastico scuola Media “Di Biasio”;

6. €. 400.000,00 Adeguamento e miglioramento sismico e messa a norma edificio scolastico scuola “Sant’angelo in Theodice”;

7. €. 400.000,00 Adeguamento e miglioramento sismico e messa a norma edificio scolastico scuola Materna “Via Zamosc”;

8. €. 300.000,00 Messa in sicurezza lungofiume Madonna di Loreto fino alla Rotatoria;

9. €. 600.000,00 manutenzione straordinaria edifici pubblici;

10. €. 500.000,00 Rocca Janula. Messa a norma e sistemazione area esterna e torre campanaria;

11. €. 200.000,00 Forum della ricerca. Manutenzione straordinaria e messa in sicurezza;

12. €. 580.000,00 interventi di realizzazione di impianti antincendio per n.12 plessi scolastici di proprietà del Comune ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi. Si tratta di oltre 10 milioni di euro per la mia città!!!!!».

E infine, chiude con i ringraziamenti.

«A tutti coloro che mi hanno sostenuto fin dall’inizio e, soprattutto, fino ad oggi. A coloro che continueranno a farlo.

Ai consiglieri comunali fedeli e leali, agli assessori sempre operativi fino all’ultimo giorno del mandato, e a tutti voi, concittadini.

Grazie di cuore, idealmente vi abbraccio tutti e … a presto!

Ultimi, ma non ultimi, la mia famiglia, mia moglie Michela, i miei figli Francesco Maria, Giorgio Maria e Mariachiara, che mi hanno accompagnato sempre senza chiedere mai, discreti, silenziosi, amorevoli. Nella certezza che potranno essere sempre orgogliosi del loro padre e marito».

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