Si può far ridere anche parlando dei problemi causati dalla crisi economica. Con questa convinzione, e utilizzando gli strumenti della farsa, il CUT, il Centro Universitario Teatrale, lunedì sera della settimana entrante, il 19 dicembre, porterà in scena al Teatro Manzoni lo spettacolo “Nun se ver luce”.
L’autrice del testo è Anna De Santis, la cui collaborazione con il CUT è ormai rodata: in meno di due anni, infatti, ha scritto altri due spettacoli per l’associazione di Cassino. Come nel passato, anche stavolta si ispira alla tradizione della farsa napoletana, che ha tra i capisaldi Edoardo Scarpetta – colui al quale, per intenderci, si devono “Miseria e nobiltà” e “Un turco napoletano”.
“Nun se ver luce” è ambientata in un “basso” di Napoli, dove una famiglia decaduta a causa delle traversie economiche cerca di tirare a campare come meglio può. Con il marito indolente, buono solo a piangersi addosso, c’è una moglie tutt’altro che rassegnata, la quale è pronta ad affinare le sottili armi dell’astuzia per risollevare la situazione – né alla giovane figlia manca la malizia necessaria a dare un aiuto. Intorno a loro, il classico balletto di ingenui e ricchi giovanotti e furbe comari.
Gli ingredienti del genere ci sono tutti, come pure la caratterizzazione senza sfumature dei personaggi. Spiega Giorgio Mennoia, anima del CUT e regista dello spettacolo insieme al maestro Antonio Lauritano: «I personaggi sono spesso vere e proprie caricature e mostrano al pubblico una personalità ben definita, nel bene e nel male, senza mai tradire la loro indole da subito manifesta nel corso dei due atti».
Saranno ben quindici gli interpreti che saliranno sul palco, giovani allievi della “Scuola di Attori” e artisti già affermati come, tra gli altri, Leda Panaccione, presenza costante negli spettacoli del CUT. Verranno affiancati da coloro che seguono il “Corso di canto scenico”, i quali interagiranno con la vicenda grazie al percorso musicale realizzato appositamente dal maestro Lauritano. Il coinvolgimento di tutte le realtà che ruotano intorno al Centro Universitario Teatrale è stato un obiettivo cercato fin dall’inizio, già nella fase di ideazione del testo, come racconta il responsabile organizzativo Marco Mattei: «Il Cut di Cassino ha voluto realizzare uno spettacolo che mettesse insieme molto degli aspetti disciplinari del percorso didattico della “Scuola di Attori”, da quello attoriale a quello musicale a quello dell’espressione corporea».
E tra «battute, sberleffi, inganni e doppi sensi» – come è scritto nel comunicato stampa – ci si avvierà verso le vacanze di Natale con il sorriso sulle labbra.










