Da qualche tempo, chi si trova a passare per via Sant’Antonio a Cassino, la strada che costeggia la facciata del teatro Manzoni, può trovare costantemente un gruppo variabile di giovani migranti attaccati ai loro smartphone o tablet. Sono lì perché hanno trovato il wi-fi gratuito.
Abbiamo chiacchierato con alcuni di loro. Non parlano italiano, comunicano solo in inglese. L’italiano lo stanno imparando a scuola, ma hanno bisogno, come supporto, anche dell’uso di internet. Canale che, tra l’altro, è uno dei pochi contatti, soprattutto il più economico, per tenersi in contatto con le loro famiglie di origine.
Fino a qualche tempo fa, il wi-fi era loro gratuitamente concesso dalla struttura che li ospita – “Molise Vacanze”, in via Ponte La Pietra. Da un paio di mesi, però, il direttore ha detto loro che la connessione era eccessivamente lenta a causa dei troppi utenti connessi contemporaneamente (sono più o meno una cinquantina i ragazzi ospitati). In attesa di un miglioramento della linea e della sostituzione della tecnologia usata, è stato del tutto interdetto loro di accedere a internet. Almeno è quanto raccontano coloro che abbiamo intervistato.
Come la maggior parte delle persone che vivono nel mondo attuale, hanno bisogno di una porta con il web. Hanno setacciato Cassino e hanno trovato questo luogo dove c’è una connessione libera. E adesso si alternano su quel marciapiede, camminando avanti e indietro con un auricolare nell’orecchio, stando dritti, immobili, a pestare sui tasti virtuali del loro apparecchio, rimanendo seduti a terra a chiacchierare con un interlocutore lontano chissà quanto…










