Vola la produzione dei nuovi modelli dell’Alfa Romeo. La marcia va avanti come il previsto, o addirittura meglio. La speranza di nuovi posti di lavoro diventa sempre più concreta. Soddisfazione per la casa madre e per i lavoratori FCA… anche se alcune vetture sfornate a Cassino presentano un difetto tale da richiederne il richiamo.
Anche se l’ufficialità deve ancora arrivare – magari a breve, molto a breve, forse oggi stesso – pare che sia ormai certo l’avvio del terzo turno per lo stabilimento di Piedimonte San Germano già da maggio. Cosa questo significhi è chiaro: la necessità di immettere nell’organico forze nuove, in linea con il massiccio piano di assunzioni programmato (leggi qui). Tuttavia c’è quella nota stonata spuntata a rovinare la sinfonia della marcia trionfale: un richiamo per alcuni esemplari della Giulia.
In una nota pubblicata sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti , alcune auto Giulia dell’Alfa Romeo prodotte tra maggio e giugno dell’anno scorso presentano un difetto alla centralina dei freni, che non sarebbe a norma. Il richiamo, indirizzato ai concessionari, riguarda 456 veicoli (leggi qui). Altro problema per 92 macchine, sulle quali, a seguito di un possibile scorretto serraggio del semiassi differenziale, si deve interviene con la sostituzione delle viti di fissaggio (leggi qui).
Un po’ di burrasca si respira nella catena di produzione anche dell’altro gioiellino della società FCA, il SUV Stelvio. Pochi giorni fa, un capo reparto dello stabilimento di Sulmona è stato licenziato per non avere scartato un paio di pezzi difettosi, destinati alla fabbrica di Cassino.
Gioie e dolori, dunque. Come in tutti i grandi amori appassionati, potrebbe dire qualcuno.










