Grande serata sold out al Teatro Manzoni Cassino per ‘L’ispettore generale’. Aspettative premiate, spettacolo convincente e ricco di spunti ancora attuali e applausi più che meritati.
Rocco Papaleo, chiamando a raccolta tutti gli attori, al termine dell’atto unico de ‘L’ispettore generale’ è sceso con loro in platea, sfilando più volte tra il pubblico. Tra i più grandi capolavori di Nikolaj Gogol, l’intreccio narrativo datato 1836 e ambientato in una cittadina della provincia russa è un classico della commedia degli equivoci. Alla berlina finisce una società in cui emerge, da protagonista, la burocrazia corrotta, tutta protesa nello sforzo di apparire per quello che non è. Ossia, perfetta ed efficiente nella gestione da pubblici amministratori. La comicità ruota intorno al cialtrone che incassa soldi a scrocco perché scambiato per l’ispettore generale e al Podestà che crede di avere la situazione sotto controllo ma resterà più gabbato degli altri.
L’espediente dello scambio di persona è il filo conduttore, ma l’adattamento del regista Leo Muscato e le appropriatissime scene di Andrea Belli sono state, insieme alle musiche originali di Andrea Chenna e ai costumi di Margherita Baldoni, la perfetta cornice per questo ulteriore tassello del ricco cartellone 2024-25 del Manzoni.
Entrato al Manzoni, che ha subito apprezzato riconoscendone qualità e bellezza, prima dello spettacolo Rocco Papaleo ha rilasciato un’interessante intervista in esclusiva all’editore di Radio Cassino, Enzo Pagano. Nel suo ruolo di Podestà sul palco, sale ogni sera con la convinzione di dover dare sempre qualcosa in più della replica precedente.
“Abbiamo un modo sempre nuovo di riproporci, perfezionandoci ogni volta. Un modo artigianale di intendere il teatro, un’emozione che non ha interruzioni.”. “La risata? Non deve mai essere vuota, serve un contenuto. Così come la cultura deve dare gli strumenti per approfondire, altrettanto vale per la comicità. Ha senso se c’è uno spunto di riflessione”. Poi, un elogio alla sua ‘lucanità’, a quell’accento che lo ha reso originale tra le tante ‘maschere’ già esistenti quando ha iniziato la sua carriera.
La serata, dunque, è scivolata via tra applausi, risate e qualche immancabile riflessione su un pezzo di società che non riesce a smarcarsi da corruzione, affarismo, sfruttamento. Del resto, L’ispettore generale è teatro di denuncia attraverso la satira. Tutti elementi senza tempo.
A rendere lo spettacolo mai monotono, le caratteristiche umane e professionali degli attori in scena, un gruppo affiatato come non mai. Tutti protagonisti, insieme a Papaleo: Elena Aimone, Giulio Baraldi, Letizia Bravi, Marco Brinzi, Michele Cipriani, Salvatore Cutrì, Marta Dalla Via, Marco Gobetti, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Michele Schiano di Cola, Marco Vergani.
Cassino ha risposto con generosi applausi e complimenti all’intera compagnia, ma febbraio riserva ulteriori sorprese. C’è attesa per Gianrico Carofiglio con il suo “Gli errori rendono amabili” in calendario giovedì 13 febbraio, promosso dal “Comitato Pro Donna della Ricostruzione e della Rinascita del Cassinate”. Prosegue poi il cartellone con Maurizio Casagrande, “Il viaggio del papà” in scena giovedì 20, mentre il Centro Universitario Teatrale salirà sul palco martedì 25 con “Quelle che negli anni ‘70”.
Per info e biglietti: www.teatromanzonicassino.it











