Cassino (FR) – Sulla nomina di Lorenzo Vita le prime barricate. Il neosegretario replica per le rime

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Neanche il tempo di festeggiare la nomina a segretario cittadino del Pd che Lorenzo Vita, appena designato, ha già dovuto parare i colpi provenienti dalla minoranza dell’aula consiliare di Cassino. A sollevare la questione di ‘inopportunità politica’ sono Giuseppe Sebastianelli, Francesco Evangelista
e Arduino Incagnoli che oggi hanno sollevato la questione delle “regole del Comune su imparzialità, indipendenza e conflitto di interessi”. Puntualizzando, al contempo, che non sussiste alcuna incompatibilità automatica prevista dalla legge.

«Facciamo innanzitutto gli auguri a Lorenzo Vita per il nuovo incarico di segretario cittadino del Partito Democratico di Cassino. Un incarico politico importante, che naturalmente gli auguriamo di svolgere con passione e nel pieno rispetto delle regole democratiche – è l’incipit della nota stampa -.  Ma proprio perché parliamo di politica e, soprattutto, di istituzioni, riteniamo che una domanda sia doverosa.

Lorenzo Vita è infatti anche un dipendente del Comune di Cassino e svolge la propria attività nella segreteria del presidente del Consiglio comunale, operando dunque all’interno della macchina istituzionale e a stretto contatto con le attività dell’Assise, delle commissioni e dei capigruppo. E qui non vogliamo inventare incompatibilità che la legge non prevede. Un dipendente comunale non perde il diritto di fare politica e di ricoprire incarichi di partito. Ma esiste una parola che dovrebbe essere particolarmente cara a chi lavora nella pubblica amministrazione: imparzialità.

E il Comune di Cassino non lo dice soltanto in teoria. Il proprio Codice speciale di comportamento dedica specifiche disposizioni all’indipendenza del dipendente, ai conflitti di interesse e agli obblighi di astensione. Lo stesso Comune, nel proprio sistema di prevenzione della corruzione, considera rilevanti anche le situazioni di conflitto potenziale, quando possono interferire con i doveri pubblici o compromettere l’imparzialità, anche soltanto nell’immagine dell’azione amministrativa. E allora la domanda che poniamo al Partito Democratico non è: “Vita può fare il segretario del PD?”. Certamente non siamo noi a dover stabilire questo.

La domanda è un’altra: era davvero necessario scegliere proprio una persona che, contemporaneamente, svolge un ruolo politico così rilevante e lavora all’interno della struttura del Comune che ospita e supporta le attività istituzionali del Consiglio comunale? Perché una cosa è la libertà di fare politica. Un’altra è l’opportunità di evitare anche soltanto il rischio che i ruoli possano sovrapporsi, o che dall’esterno possa essere percepita una commistione tra attività politica e funzione amministrativa.

Insomma, al nuovo segretario del PD facciamo sinceramente i nostri migliori auguri. Al Partito Democratico, invece, facciamo una domanda altrettanto sincera: tra tutti i cittadini e i militanti del PD di Cassino, proprio un dipendente del Comune che opera nella struttura del Consiglio comunale dovevate scegliere? Una domanda, sia chiaro, non giuridica ma politica. E forse proprio per questo ancora più interessante.

Perché le leggi stabiliscono ciò che è vietato. La buona politica, invece, dovrebbe interrogarsi anche su ciò che è opportuno. E quando si parla di Comune, di imparzialità e di fiducia dei cittadini, forse qualche scrupolo in più non avrebbe fatto male.»

Abbiamo chiesto una replica al diretto interessato e la risposta del neo segretario Lorenzo Vita non si è fatta attendere: “Ho accolto con piacere e con sincera amicizia le congratulazioni e gli auguri rivolti a me dai consiglieri comunali Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli. Un rapporto evidentemente così consolidato che i tre consiglieri sono arrivati persino a preoccuparsi del mio futuro professionale da dipendente comunale. Li ringrazio per l’attenzione.

Hanno detto bene su un punto: non esiste alcuna incompatibilità prevista dalla legge tra il mio ruolo di dipendente pubblico e quello di segretario cittadino di un partito. E questo, del resto, lo sa bene anche il consigliere Incagnoli, che è a sua volta dipendente pubblico e segretario di un partito, Azione.

Nel suo caso, però, Sebastianelli ed Evangelista non hanno ritenuto di sollevare alcun dubbio. E non avrebbero dovuto farlo: svolgere attività politica e, contemporaneamente, lavorare nella pubblica amministrazione non rappresenta di per sé alcuna commistione di ruoli. Vale per lui come vale per me. È curioso, dunque, che un principio considerato assolutamente normale quando riguarda altri diventi improvvisamente oggetto di interrogazione politica quando riguarda il sottoscritto. Due pesi e due misure, insomma.

 

Ma c’è un elemento che probabilmente avrebbe reso superflua l’intera polemica, se fosse stato conosciuto prima di scriverla. Non perché vi sia un obbligo di legge e nemmeno perché qualcuno abbia messo in discussione la mia possibilità di svolgere il mio incarico politico, ma per una mia personale valutazione di opportunità e per la volontà di affrontare con la massima serenità il mio percorso professionale e politico, ho già avviato l’iter per essere trasferito presso un altro Ente, secondo le procedure previste dalla normativa.

Un percorso che, naturalmente, ha i suoi tempi e che non dipende dalla volontà di un comunicato stampa. Per questo credo che la questione sia molto più semplice di come la si voglia rappresentare: non c’è incompatibilità, non c’è alcuna violazione delle regole e non c’è alcuna sovrapposizione di ruoli che la legge vieti. C’è, invece, un giovane che ha scelto di impegnarsi nella propria comunità, di assumersi una responsabilità politica e, contemporaneamente, di lavorare con serietà nella pubblica amministrazione.

A volte, anche una polemica sterile può essere un ottimo modo per ricordare che la politica dovrebbe occuparsi soprattutto di costruire, non di fare le pulci ai giovani che vogliono impegnarsi. Mi chiedo: è questo l’atteggiamento di una politica che vuole promuovere il protagonismo giovanile?”.

 

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