Cassino (FR) – Stellantis, il sito di Piedimonte non è in agenda. Il sindacato fa fronte unico

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La situazione di Stellantis Cassino Plant si complica. Oggi, poche ore prima che iniziasse il consiglio regionale straordinario nel primo pomeriggio e a due giorni dalla presentazione a Detroit del piano industriale a cura del Ceo Antonio Filosa, la doccia gelata: il sito del Lazio Meridionale al momento non è in agenda. In pratica, non solo non ci sono notizie confortanti per uno stabilimento che dall’inizio dell’anno ha lavorato meno di 20 giorni, ma non ci sono affatto novità di alcun tipo. A Pomigliano d’Arco, invece, viene assegnata un’E-Car. La nuova auto elettrica avrà un costo al di sotto dei  15mila euro e sarà prodotta a partire dal 2028. Inoltre, c’è la conferma per la Fiat Pandina Ibrida.

“Il 21 maggio ci vedremo con Stellantis in concomitanza con la conferenza stampa di Antonio Filosa con la comunità finanziaria. La Direzione di Stellantis ci ha già detto che sullo stabilimento di Cassino non sono ancora pronti a esporci un piano operativo, ma chiediamo un impegno molto forte poiché non accetteremo la dismissione di nessun sito italiano. Chiediamo che il 21 sia l’inizio di un confronto sul futuro di tutti gli stabilimenti italiani finalizzato al loro effettivo rilancio”. E’ la dichiarazione congiunta di Fim Fiom Uilm Fismic UglM AqcfR. Per quanto riguarda le novità di Pomigliano, i sindacati sottolineano: “un tentativo da parte di Stellantis di penetrare il segmento più economico, che fino ad ora è rimasto scoperto; non ci meraviglierebbe peraltro se fosse annunciato che ciò sarà fatto in collaborazione con altri costruttori extra-europei. Pomigliano in questo modo dovrebbe ricevere investimenti di lungo periodo e dovrebbe puntare contestualmente sia sull’ibrido sia sull’elettrico. Resta il fatto che i tempi sono ancora lunghi e le incognite molteplici, soprattutto rispetto alle ricadute sull’indotto, che ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e di prospettive solide. Per questo chiediamo un coinvolgimento pieno e continuativo, con un confronto puntuale su ogni fase del progetto e sui suoi effetti occupazionali e industriali”.

“Se uno stabilimento industriale come quello Stellantis di Piedimonte San Germano ha lavorato solo 17 giorni da inizio anno, significa che è morto. Bisogna parlare un linguaggio di verità e le responsabilità sono innanzitutto del ministro Urso e della proprietà, che sta da troppo tempo sostituendo la produzione con la finanziarizzazione. Mentre aumentano i dividendi di Exor, la produzione è calata con un crollo dell’occupazione diretta e dell’indotto. Stellantis di Piedimonte sta morendo e il ministro Urso tace”. Lo ha dichiarato durante il Consiglio straordinario su Stellantis il capogruppo di Azione in consiglio regionale, Alessio D’Amato.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Daniele Maura, ha evidenziato: “Oggi in aula, durante il Consiglio straordinario su Stellantis, ho espresso forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Mentre altri siti produttivi ricevono certezze e nuovi investimenti, per il cassinate manca ancora un piano operativo chiaro. La Regione Lazio e il Governo hanno fatto la propria parte con risorse, strumenti e tavoli istituzionali. Ora servono risposte concrete da parte dell’azienda.

Ogni possibile nuovo investimento, anche internazionale, va valutato con pragmatismo, ma tutelando occupazione, indotto e centralità produttiva del territorio. Difendere Piedimonte San Germano significa difendere lavoro e futuro industriale del Lazio”.
Non resta che attendere per verificare le azioni messe in campo dalla politica e dal sindacato, considerando che al momento il Gruppo industriale appare come un muro di gomma.
Simone Pagano
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