I consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista, Arduino Incagnoli non hanno affatto digerito quanto è accaduto nell’ultimo consiglio comunale. Le tensioni non sono mai mancate nelle assisi precedenti, ma in questa in particolare ha generato sdegno il venir meno del numero legale mentre la consigliera Nora Noury stava esponendo la propria mozione, alla quale sarebbero seguite quelle dei tre consiglieri.
“Quello che è accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale non ha nulla a che vedere con la democrazia. Qui non si tratta più di opinioni diverse, ma di rispetto e di educazione – politica e umana. Qualcuno ha dimenticato che in consiglio comunale siedono tutti coloro che hanno, oltre i voti, anche i requisiti di legge, nessuno escluso
Da oltre un anno, come gruppo civico, subiamo attacchi personali in aula. E non sono l’unico. Ma pare che ormai questo sia il nuovo stile di gestione: si vota senza documenti, si discute senza ascolto e si governa a colpi di arroganza.
Il sindaco, evidentemente esasperato dal nostro puntuale richiamo alle regole, ci invita ironicamente a diventare dei maghi per trovare atti e documenti che, per legge, dovrebbero essere allegati e disponibili a tutti i consiglieri. Nel frattempo, il segretario comunale si alterna tra il ruolo di dirigente e quello di arbitro politico, con una prontezza che fa quasi invidia a certi trasformisti di palcoscenico.
Ma non è più una questione di democrazia. È una questione di serietà. Gli atti devono essere trasparenti, accessibili, completi. E invece ci si aggrappa a cavilli per giustificare l’ingiustificabile, mentre la gestione delle sedute assomiglia più a una rappresentazione teatrale che a un’assemblea cittadina.
La scena più triste? Vedere consiglieri uscire dall’aula in silenzio, uno alla volta, per compiacere il duo sindaco-presidente, e ritrovarli poco dopo a mangiare una pizza in un locale che non è neanche un ristorante. Tutto questo proprio prima della discussione su una mozione dedicata alla sicurezza della villa comunale, cioè alla storia stessa della città.
La politica non è un hobby, né un’occasione per farsi vedere. È un servizio. E chi non ha rispetto per le regole, per gli atti e per chi li rappresenta, dimostra solo una cosa: di non essere all’altezza del ruolo che ricopre”.











