Non solo l’esposto depositato nei giorni scorsi dai consiglieri comunali Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli alla Procura della Repubblica: oggi, in merito al presunto smaltimento illecito di rifiuti interrati all’interno di un’area della villa comunale, i tre esponenti della minoranza in una nota di ‘aggiornamento’ dettagliano ancora meglio la situazione, che definiscono ‘incredibile’ e meritevole di essere portata all’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità competenti.
“Oggi – scrivono i consiglieri – in maniera tanto repentina quanto sospetta, sono iniziati degli scavi proprio nella zona indicata nella denuncia supportata anche dalle informazioni fornite dalle associazioni ambientaliste che sono presenti costantemente sul territorio.

Un escavatore, con alcuni operai al seguito, ha iniziato a rimuovere parte del terreno, e da subito sono emersi resti riconducibili a un’officina meccanica: pezzi di ferro, frammenti di motore, componenti di autovetture, e perfino i resti di un sedile in spugna triturati. Uno scenario che smentisce in modo clamoroso le dichiarazioni del sindaco Enzo Salera, il quale, dopo la nostra segnalazione, aveva annunciato querela nei nostri confronti per procurato allarme.
Ma ci chiediamo:
• Se non c’era nulla da nascondere, perché scavare proprio lì?
• E perché limitarsi a una rimozione superficiale, fermandosi a soli 20-30 cm, quando è evidente che il problema è molto più profondo?
• Perché quell’area, da anni, è sterile e non cresce nemmeno l’erba?
Siamo convinti che scavare più a fondo significherebbe portare alla luce anni di smaltimenti illeciti, in un luogo che avrebbe dovuto essere tutelato e valorizzato, non certo utilizzato come discarica.
E a questo si aggiunge un’altra grave criticità: la recinzione perimetrale della villa comunale non sarà interamente sostituita, nonostante i quasi 2 milioni e mezzo di euro stanziati per la riqualificazione.
Il tratto che affaccia su via Di Biasio e parte di via Gari verrà lasciato nello stato attuale: arrugginito, fatiscente, pericoloso e facilmente scavalcabile. Una scelta incomprensibile che vanifica ogni logica di sicurezza e decoro urbano.
Quel lato della villa si affaccia direttamente sulla facoltà di Ingegneria dell’Università di Cassino, fiore all’occhiello della città, e riteniamo vergognoso che studenti, docenti e visitatori debbano assistere quotidianamente a un simile spettacolo di degrado.
Quando si mettono in sicurezza e si riqualificano opere pubbliche, l’intervento deve essere integrale, non a spizzichi. Perché un’opera fatta a metà è un’opera fatta male. E i cittadini, che pagano le tasse e aspettano da anni un luogo vivibile, meritano risposte chiare e risultati concreti.
Ci domandiamo infine:
• Perché la villa comunale, nonostante gli annunci e le promesse, è ancora un cantiere a rilento?
• Perché la consegna dei lavori continua a slittare di mese in mese?
I cittadini devono sapere che non sono soli: ci sono tre consiglieri di opposizione che vigilano, controllano e informano. Non siamo qui per fare ostruzionismo, ma per garantire trasparenza e legalità. E se, alla fine, i lavori saranno realizzati come si deve, saremo noi i primi a riconoscerlo pubblicamente. Ma oggi, purtroppo, dobbiamo constatare l’ennesima occasione sprecata.
Dopo oltre sei anni di amministrazione Salera, vediamo opere realizzate senza visione, senza armonia, e senza rispetto per la storia e l’identità della città.
Basti pensare:
• al nuovo edificio della scuola media Conte, che somiglia più a un capannone industriale che a un ambiente scolastico;
• o al “monumento” in ferro piazzato all’ingresso della villa comunale, che ha sostituito una pietra miliare della memoria cittadina: la pietra simbolo della distruzione di Cassino.
Cassino – concludono Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli – non è una città di ‘fessacchiotti’. I cittadini meritano rispetto, verità e opere fatte con criterio e dignità”.










