Cassino (FR) – L’ultimo saluto di Floriana e della città ad Ernesto Cossuto, paladino degli oppressi

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Quando la bara del prof. Ernesto Cossuto è apparsa sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio, al termine della funzione celebrata da don Benedetto, in molti hanno salutato con il pugno sinistro teso verso l’alto. Un tributo, un simbolo storico di solidarietà, resistenza e lotta, condiviso con un uomo che, giunto a quasi 84 anni, non ha mai arretrato di un passo rispetto alle sue idee. Un segnale di coerenza politica e ideologica diventata sempre più rara. Oggi i funerali di Cossuto sono stati un omaggio alla sua esistenza in difesa dei più deboli e degli oppressi. Con coraggio e gratitudine ha tracciato un elogio funebre la sua compagna di vita, la moglie Floriana Giannetti, anche lei impegnata senza sosta nel panorama culturale del territorio.

Con voce rotta dall’emozione e molto provata, la Giannetti ha condiviso con i referenti istituzionali (in primis il sindaco Enzo Salera), con i compagni, amici e parenti stipati in chiesa quel “saluto finale, definitivo di una morte surreale, inverosimile, inaspettata”.  Ha avuto parole di riconoscenza per i medici, che hanno tentato di salvare Cossuto, ha anticipato quanto sarà difficile, per i figli Yuri e Sergio, per il nipotino di soli 18 mesi “che ha avuto appena il tempo di cominciare a chiamarti nonno” convivere d’ora in poi con questa gravosa assenza.

Affranti “I tanti, davvero tanti compagni di vita e di ideali” per aver perso il “custode della memoria storica del territorio, che ha raccontato le ferite della città martire”.

Sarà ricordato per il suo “ruolo di riferimento avuto sulla scena politica di Cassino, per l’impegno da consigliere dal 1972 al 1989, per il ruolo nella segreteria provinciale, nel comitato di zona, per aver portato avanti le tematiche ambientali e culturali in Bene comune per Cassino, per i dibattiti”. Nel ricordo di una grande amicizia condivisa con un altro illustre pensatore di sinistra, il compianto prof. Fausto Pellecchia.
“Sempre accanto agli oppressi, ero ribelle come te contro i soprusi e le ingiustizie, mi hai insegnato a non chiedere favori a nessuno, a stare sempre dalla parte dei più deboli. Oggi perdo un punto di riferimento della mia vita, oggi Cassino perde un combattente, un gigante della cultura”. Sono le parole di un ex alunno, che del docente Cossuto conserverà sempre un ricordo indelebile e che hanno emozionato tutti i presenti.

Davvero numerosi, in chiesa e sul sagrato, gli esponenti della politica, della cultura, dell’associazionismo locale che hanno voluto tributare ad Ernesto Cossuto un ultimo, sincero saluto colmo di gratitudine per il suo impegno sociale mai venuto meno.

Ri.Ca.

 

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