Il saluto del Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo: il suo sogno? Fare della sua famiglia una chiesa e della chiesa una famiglia. Don Benedetto: Ogni parroco vorrebbe avere dal Signore la grazia di un collaboratore pastorale come te, caro Marco.
Tanto, troppo doloroso il distacco da chi lascia sulla Terra non un ricordo, ma una traccia indelebile che può essere percorsa, forse solo in parte, da altri per cercare un significato a questo nostro essere di passaggio. E così è stato oggi con il funerale per Marco De Angelis, in una Concattedrale affollatissima, tanto quanto il sagrato. Ad accoglierlo, sulla porta, il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo, che a quest’uomo “così ricco di doti umane e spirituali” ha tributato “la gratitudine dell’intera Diocesi”.
“Il suo era un messaggio di gioia che attingeva dalla fede, era convinto che per le idee forti ci volevano parole forti e lui le usava, le sapeva usare. Per quelle convinzioni profonde, irrinunciabili. Ci mancherai – ha sottolineato il Vescovo – tu che cercavi sempre il dialogo, il confronto a tutti i costi. Anche tra laici e sacerdoti e tra sacerdoti. Eri un uomo sinodale, aperto all’incontro. Capace di ascoltare, non di dividere, ma senza cedere a compromessi. Il suo sogno? Fare della sua famiglia una chiesa domestica e della chiesa una famiglia. Grazie a te, Marco, grazie ad Annapaola, Annachiara e Federica. Chi vive in Dio, vive per sempre”.
Altrettanto dense di significato e di affetto profondo le parole scelte dal celebrante don Benedetto Minchella, che non poteva non ripercorrere quei lunghi anni che hanno visto Marco De Angelis muovere i suoi suoi primi passi spirituali nella parrocchia di Sant’Antonio. “Poi diventato prezioso e insostituibile per la Pastorale familiare, votato alla formazione delle giovani generazioni ai veri valori. E ancora, difensore della vita. Uomo di Dio, marito, padre, avvocato. Non ha perso occasione per farsi testimone della bellezza della fede. Ogni parroco vorrebbe avere dal Signore la grazia di un collaboratore pastorale come te, caro Marco”.
Lacrime a profusione in tutta la grande Chiesa Madre quando a prendere la parola è stata Annapaola, la dolce, tenera e forte compagna di vita, che nel ringraziare tutti coloro che sono stati accanto a Marco e a tutta la sua famiglia con ogni tipo di iniziativa, di messaggio, di conforto, di pensiero, ha dato una chiave di lettura differente a questo enorme dolore. Citando una frase del vangelo: ‘se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto’. “Chissà quali frutti dovremo vedere….Grazie a te, Marco, per l’uomo che sei stato”.
I ricordi non sono finiti qui, perché lunghissimo è stato il messaggio pubblico letto dal fratello, tracciando così un profilo denso di esperienze e spazi condivisi, di crescita, di confronti. E ancora Luigi Pietroluongo ha voluto affidare a tutti i presenti la testimonianza di quanto profonda e sincera possa essere un’amicizia quando hai accanto, sulla tua strada, una persona così. Per chiudere poi il cerchio con l’avvocatura, il ruolo e il luogo che Marco De Angelis ha onorato con impegno e professionalità, tenendo sempre alti e presenti i valori della giustizia e dell’equità. A portare il cordoglio dell’Ordine Forense di Cassino, il suo presidente Giuseppe Di Mascio.
Ri.Ca.










