Cassino (FR) – La Goccia, un miracolo editoriale Unicas pronto a sfide internazionali

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Hanno lavorato con impegno, determinazione e serietà. Ma soprattutto, hanno saputo fare squadra. E si sono anche divertiti. La serenità della redazione del magazine ‘La Goccia’, formata esclusivamente da studenti dell’Unicas che frequentano il CUDIR, Centro Universitario per la Disabilità, l’Inclusione e la Ricerca, è palese. Bastava essere lì, nell’Aula Magna Federico Rossi ieri mattina, per comprendere che un anno di laboratorio di giornalismo con il prof. Marco Fratoddi è stata un’esperienza formativa e di vita. Anche per lo stesso docente, che non ha avuto difficoltà ad ammettere: “Ci siamo divertiti, abbiamo capito le fragilità e le caratteristiche di ognuno di noi e abbiamo lavorato tanto. Realizzando interviste, studiando, cercando e approfondendo argomenti alla ricerca degli ospiti giusti da coinvolgere con gli strumenti più adeguati”.

La timidezza non è stata un problema, l’inesperienza neanche. Il risultato è tutto lì, in quel sito destinato a crescere in cui i contenuti sono già molto qualificati e di respiro nazionale. L’inchiesta sul fenomeno della fast fashion, gli audio, le videointerviste, gli editoriali. Tutto digitale e tutto estremamente umano, preciso, verificato e autentico. Frutto di lavoro vero e non di copia e incolla.

Filippo Caldaroni, studente e caporedattore della rivista
“La Goccia”, ha ringraziato uno ad uno i suoi compagni di avventura: Leila D’Alessandro, Giulia Del Piano, Vanessa Di Mezzo, Alessandra Germani, Andrea Maglio, Martina Marrocco, Pietro Palombo. E ha spiegato forte e chiaro cosa si intende per diversità. Non certo il solito luogo comune al quale siamo abituati da sempre. Qui le differenze sono valori, sono ricchezza. Nel corso della mattinata non sono mancati i contributi più vari degli ospiti istituzionali, ma anche la narrazione offerta da chi ha operato sul campo e con passione: David De Angelis, ad esempio: è il graphic designer ideatore di quel logo che non è certo nato a caso. Un giovane professionista che ha saputo condividere il suo lavoro con grande passione. E poi Simona Balzano, Direttrice magazine “La goccia” e e referente Inclusione e Giustizia Sociale alla RUS (Rete Università Sostenibili) che nello stile di uno spirito di squadra portato ai massimi livelli, ha lasciato scena e visibilità ai ragazzi.

L’evento, moderato dalla giornalista Rita Cacciami, è stato aperto dai saluti istituzionali del rettore Marco Dell’Isola, della Delegata Disabilità e supporto psicologico Alessandra Zanon e della Delegata Sviluppo sostenibile Alessandra Sannella, è stato organizzato dal CASe (Comitato di Ateneo per lo Sviluppo sostenibile) presieduto  dal prof. Marcello De Rosa. Una convergenza di saperi e ideali che ha dato vita ad un prodotto editoriale vincente, destinato a fare da apripista e crescere esponenzialmente. Ne sono convinti sia Riccardo Finocchi, referente Educazione alla RUS, che Anna Teresa Formisano, Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità. Entrambi hanno dialogato con il caporedattore, confrontandosi su possibili strategie future da adottare per creare utili partnership.

Come eventi legati al baratto di oggetti inutilizzati. Nell’Aula Magna, infatti, i ragazzi hanno realizzato lo Swap Party per scambiare vestiti (il rettore ha portato alcune sue cravatte, Fratoddi una camicia, altri ospiti abiti e accessori). “Potreste farvi promotori di eventi di questo tipo a livello cittadino, magari nella villa comunale – ha suggerito la Formisano -. E poi ancora, stringere rapporti e relazioni con gli studenti di altri atenei, come quello di Tor Vergata dove altissima è l’attenzione per l’inclusione. Ma soprattutto, un consiglio: rendetevi autonomi dalle vostre famiglie, impegnatevi a realizzare il vostro percorso di vita. Costerà sacrificio, ma è necessario”.

Momenti di confronto importanti, dunque, quelli registrati nel corso dell’iniziativa inserita nel Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 nel quadro dell’Agenda 2030 per promuovere partecipazione, mettere in connessione relazioni ed esperienze, parlare di sostenibilità non in senso astratto ma attraverso le buone prassi. E tra queste, c’è il magazine destinato a fare molta strada, a livello internazionale. Come ha già anticipato il prof. Sergio Nisticò, referente Unicas per l’Alleana EUT+, la prossima sfida è farlo diventare un prodotto multilingue, fruibile in tutti i Paesi membri. Una responsabilità, un impegno imponente, ma anche una eccezionale opportunità che i ragazzi del Cudir non si lasceranno sfuggire.

In chiusura, non potevano che esserci i sorrisi e le parole di sostegno e ammirazione delle due associazioni studentesche, PrimaVera e Guardiani. A dimostrazione che La Goccia è davvero inclusiva. E piace a tutti.

Simone Pagano

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