Enorme la commozione tra tutti i presenti, che dopo la conclusione della cerimonia hanno sostato a lungo in preghiera davanti al simulacro fonte di grandissima devozione collettiva.
Il temporale che si è abbattuto nel pomeriggio di oggi su Cassino non ha permesso di celebrare l’80° anniversario del ritrovamento della Statua della Madonna dell’Assunta all’aperto, sul luogo in cui, in via Del Foro, fu ritrovata miracolosamente intatta l’8 Agosto del 1944. Ma la pioggia non ha certamente tolto proprio nulla al sentimento comune che ha fatto raccogliere, all’interno della Concattedrale, i tanti cittadini che così hanno ricordato una data storica e significativa per tutta la città.
Don Emanuele Secondi ha presieduto la celebrazione, diversi e significativi sono stati i contributi alla memoria storica offerti, tra gli altri, dal sindaco Enzo Salera, dall’esimio studioso Gaetano De Angelis Curtis, dal dott. Alessandro Varone.
“Cassino è il simbolo della grande distruzione della II guerra mondiale. L’abbiamo commemorata in questo anno per lasciare memoria di quanto accaduto e per onorare i caduti civili e militari – ha sottolineato il primo cittadino, aggiungendo che “era giusto ricordare questo importante ritrovamento che all’epoca ha dato la forza ai cittadini di ricominciare. E’ stato un messaggio di speranza per chi aveva perso tutto in quelle macerie tra le quali è stata ritrovata la statua della Madonna dell’Assunta. Il momento che stiamo vivendo oggi rappresenta al meglio questo spirito di comunità della nostra città”.
Da Gaetano de Angelis Curtis il monito che “il 15 marzo 1944 è una data indelebilmente associata a Cassino perché la bella città da quel momento non esisteva più. Tutto è andato perso. Non è rimasto più nulla. Ma dalle macerie è uscito poi qualcosa: la statua della Madonna più venerata, risalente al XVII-XVIII secolo, che il 9 luglio 1837 era stata portata in processione per liberare Cassino da una terribile epidemia”. E che di nuovo nei secoli a venire, ha aiutato il popolo cassinese in difficoltà.
“Della Chiesa non c’era più nulla. Don Francesco Varone cercò delle persone che lo aiutassero a scavare in una situazione pericolosissima, con trappole e mine ovunque. L’8 agosto 1944, 80 anni fa, la statua fu ritrovata miracolosamente intatta. Fu presa, messa su un carro trainato dai buoi e portata a Capo d’Acqua. Il 14 e 15 agosto fu ‘vestita’ dell’oro che il sacerdote aveva contribuito a custodire. Poca gente, tutti smarriti e sbigottiti tra le macerie per quella festa dell’Assunta in cui non c’erano fuochi d’artificio…”.
Al termine dei contributi, tratti dai preziosi testi del Centro Documentazione Studi Cassinati, Don Emanuele ha deposto un cesto di fiori dinanzi l’immagine dell’Assunta in Cielo.
“Lo farò io ma è come se lo facesse ciascuno di voi, con tutte le intenzioni di preghiera nei confronti delle persone a noi care”.
Enorme la commozione tra tutti i presenti, che dopo la conclusione della cerimonia hanno sostato a lungo in preghiera davanti al simulacro fonte di grandissima devozione collettiva.










