Due giorni fa la Virtus Basket Cassino dichiarava, in una nota stampa, di ‘gettare la spugna’ dopo aver lottato inutilmente. In pratica, rinunciare all’iscrizione al campionato di Serie B Nazionale maschile 2025-26.
“Una scelta difficile, maturata al termine di un lungo periodo segnato da criticità strutturali non più sostenibili, che da oltre due anni limitano in modo significativo la possibilità di operare con continuità e ambizione. A tutto ciò si è aggiunto un progressivo isolamento, che ha visto venir meno il sostegno concreto di chi, sul territorio, avrebbe potuto davvero fare la differenza: imprenditori, istituzioni, media locali e stakeholder territoriali.
Nonostante gli sforzi quotidiani della Società e della Proprietà, non sussistono più, allo stato attuale, le condizioni per garantire una partecipazione seria e dignitosa a un campionato di livello nazionale.
Contestualmente, la Virtus Cassino ha provveduto a riaffiliarsi regolarmente per la nuova stagione sportiva, adempiendo al pagamento della prima rata federale, e ha inoltrato formale richiesta di riposizionamento nel campionato di Divisione Regionale 1 (DR1) Lazio, con l’intento di tutelare e rilanciare il progetto sportivo, salvaguardando l’identità e la passione che da sempre contraddistinguono i nostri colori.
Seguiranno aggiornamenti ufficiali non appena verrà definito l’esito della richiesta.
La VIRTUS TSB 2012 CASSINO continuerà a operare con serietà, impegno e senso di responsabilità, portando avanti la propria missione sportiva e sociale al servizio del territorio e dei giovani”.
Questo accadeva il 7 luglio. Una dichiarazione che è arrivata come un colpo al cuore di tanti estimatori, sostenitori, colleghi e anche competitors che pubblicamente hanno manifestato dissenso, sconforto, solidarietà. Una parte dell’opinione pubblica ha visto nell’amministrazione Salera una responsabilità diretta e lo ha manifestato a chiare lettere sui social.
Oggi, il sindaco di Cassino Enzo Salera ribatte alle polemiche sentendosi tirato in causa.
“Apprendo con rammarico la mancata iscrizione della Virtus al campionato di serie B. Rivelo però con altrettanto rammarico la posizione della società che individua, tra i vari responsabili della mancata iscrizione anche l’amministrazione comunale. Faccio presente che la mia amministrazione è stata l’unica, su espressa richiesta della Virtus, ad approvare in consiglio comunale una variante per la concessione dell’area su cui la Virtus intendeva realizzare un palazzetto. Sono state concesse ben tre proroghe ma non ci è stato mai presentato il progetto definitivo dell’opera.
Se lo avessero fatto, peraltro, avremmo potuto partecipare ad aprile scorso al bando per un finanziamento del Ministero dello Sport, complessivi 10 milioni di euro, per la ristrutturazione di tutta l’area sportiva di Casilina Sud. La condizione, infatti, prevedeva la compartecipazione di un soggetto privato. Il palazzetto costituiva dunque elemento fondamentale per la concessione del finanziamento.
Comprendo dunque l’amarezza, ma mi resta difficile invece comprendere quale responsabilità possa essere addebitata alla mia amministrazione. Insomma, cosa,da parte nostra, si poteva fare più di quanto, invece, non sarebbe stato fatto”.