Cassino (FR) – Il CUT presenta la lezione performativa del M° Giovanni Fontana

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Lunedì 3 marzo 2025, dalle ore 17:00 alle ore 20:00 al Teatro Manzoni, la “Scuola di Attori” del CUT (Centro Universitario Teatrale) dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, nell’ambito dei corsi di formazione alle arti attoriali, presenterà una lezione performativa dal titolo “VOCIFERAZIONI -la poesia riconosce il suo corpo” tenuta dal Maestro Giovanni Fontana, una delle voci più note e apprezzate della poesia sonora, visiva e performativa.

La tematica sarà quella del poeta-performer, vero “poli-artista”, capace di estendere e modificare i confini della poesia, che si carica di nuove tensioni caratterizzate dall’utilizzazione dei media e dei più diversi supporti tecnologici. La poesia che impegna le energie del corpo grazie ad una concezione della materialità del linguaggio sostenuta dalla voce, che rilancia l’oralità per le sue specificità sonore e non solo, anche in rapporto al trattamento digitale. In quest’ottica il poeta è il creatore e l’attore di una “iperpoesia”, dove il corpo poetico diventa oggetto di modellazione progressiva. Il testo, allora, assume un valore genotipico (pre-testo, partitura, ecc.) tanto che per le fasi evolutive nello spazio-tempo si potrebbe parlare di processo poetico epigenetico.

La lezione performativa di Fontana tratterà del poema e di come esso si organizza nello spazio sonoro. Ciò che è in nuce nella partitura si realizza in vibrazioni materiche che coinvolgono tutti i nostri sensi. La percezione non è soltanto uditiva, è anche ottica e aptica. Ma il testo poetico, come un organismo vivente, conserva la propria identità nella sfera delle trasformazioni. E si rigenera dall’interno con un processo autopoietico, sollecitato dalla voce e sostanzialmente ridefinito dalla rete delle relazioni con l’ambiente spazio-temporale.

Il livello di organizzazione degli elementi interagenti è determinante ai fini della qualità dell’opera, intesa come vero e proprio sistema da leggere in chiave intermediale, nel senso che ciascuno degli elementi interagenti non ha senso se considerato in sé. Tutto è funzione del tutto. Nella dinamica delle trasformazioni (dalla staticità della pagina alla dimensione spazio-temporale del poema intermediale) il processo autopoietico garantisce l’identità nella diversità. Tutto ciò deve riferirsi ad un concetto di equilibrio, al centro del quale c’è la responsabilità del poeta che è anche motore dell’azione, l’artifex, il poietes: il performer (dove il performer è sempre un poeta e il poeta è sempre un performer).

GIOVANNI FONTANA(1946) è poliartista, ha esperienza di arti visive, architettura, teatro, musica, letteratura. I suoi poemi sonori sono proposti in centinaia di festival in Europa, in America, in Oriente. Teorico della poesia epigenetica, ha pubblicato opere in forma tradizionale e multimediale. Ha preso parte a circa ottocento mostre; tra queste la Quadriennale di Roma (1986) e la Biennale di Venezia (2003, 2010). Ha scritto testi per svariati musicisti, tra i quali Ennio Morricone e Roman Vlad.

 

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