Cassino (FR) – Giobbe Covatta, sold out al Teatro Romano scardinando pregiudizi e ipocrisie sociali

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’70. Riassunto delle puntate precedenti’. Oltre due ore di spettacolo, quello ‘vecchia maniera’: leggio, un chitarrista che crea un sottofondo discreto e non invasivo, una capacità dialettica e mimica che solo un veterano del palcoscenico può dimostrare. Giobbe Covatta, pugliese di nascita ma napoletano di adozione, ha aperto la stagione estiva del Teatro Romano di Cassino davanti ad un pubblico che ha risposto con un sold out convinto, partecipe, ricco di applausi e consensi a scena aperta. Merito di un canovaccio genuino, fatto dei consueti e inossidabili punti fermi di Covatta: lotta alle ipocrisie, alle convenzioni sociali, all’ignoranza su temi e luoghi ‘scomodi’. Come l’Africa, ad esempio, alla quale dedica viaggi, studio e divulgazione da decenni portando aiuti e sostegni attraverso AMREF Health Africa di cui è testimonial. E proprio dall’Africa è partito il suo monologo, che tra ironia, battute esilaranti e considerazioni al limite dello scioccante, ha evidenziato le caratteristiche di un mondo che conosciamo poco o niente, spesso per una narrazione distorta.

Ad aprire la serata il sindaco Enzo Salera, che insieme ai suoi assessori e consiglieri ha salutato la platea ringraziando per la massiccia partecipazione (parliamo di mille persone) che ha potuto disporre di uno spettacolo nazionale gratuito. ‘In cambio’ ha chiesto anche solo un piccolo sostegno ad Amref, che è possibile offrire online. Per essere più incisivo ha mostrato la tshirt che ne veicola la comunicazione. Il grazie alla sua squadra, in particolare all’assessore alla cultura Gabriella Vacca per aver messo su un cartellone corposo ed eterogeneo, fruibile da tutti. E per il consigliere Rosario Iemma, il ‘mister’ di questa compagine amministrativa che si spende senza sosta per i luoghi da mettere a completa disposizione della cittadinanza.

Lo show è proseguito con un ritmo vivace, trattando argomenti molto seri ma sempre attraverso una satira pungente. Trump, la politica dell’immigrazione, le differenze di genere, il consumismo sfrenato, il mancato rispetto dell’ambiente e così via. Un viaggio nel sociale, nel nostro quotidiano, nelle pessime abitudini e nei pregiudizi difficili da scardinare. Passando anche per quelle ambientazioni religiose che hanno rese celebri le ‘parabole di Covatta’.

Riflessioni a voce alta, condite con un linguaggio che arriva a tutti, diretto e sincero. Scardinando cliché e snobismi che mal si coniugano con l’impegno sul campo. Quello vero.

 

I prossimi appuntamenti vedranno in scena le scuole e le associazioni, che si alterneranno a nomi di spicco del panorama nazionale fino a settembre.

Ri.Ca.

 

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