Cassino (FR) -Focus sulla maternità ristretta ad Unicas. Troppe donne in carcere con i figli minori

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Un argomento che dovrebbe scuotere le coscienze e di cui poco si parla, se non tra gli addetti ai lavori. Ad accendere ora i riflettori sulle mamme detenute in carcere e sui diritti dei minori è l’Unicas, che attraverso il convegno “La tutela della maternità ristretta tra diritto e welfare” vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e, naturalmente, le istituzioni, su un tema che non solo merita un approfondimento, ma anche delle soluzioni tempestive. Il trend, infatti, è preoccupante: le detenute con figli in carcere sono sensibilmente aumentate. Da qui, l’iniziativa organizzata in modalità interdisciplinare che vede in prima linea il professore di Sociologia generale, Maurizio Esposito, unitamente al professore in Didattica e Pedagogia Speciale, Simone Digennaro e alla dott.ssa Sarah Grieco, Docente di esecuzione penale.

Mai così tanti i bambini in carcere con le madri: lo dicono i dati nazionali riportati da “Ristretti Orizzonti”. Un anno fa, si riporta nell’articolo a firma di Serena Bellandi, erano una dozzina. Attualmente sono saliti a trenta, quindi più del doppio. Il triste primato spetta all’ICAM di Lauro, in provincia di Avellino, istituto a custodia attenuata dove si trovano 13 minori. Gli altri sono distribuiti tra  il carcere Lorusso e Cutugno di Torino, San Vittore a Milano, la Giudecca a Venezia e Cagliari. La maggior parte delle detenute con figli sarebbe composta da straniere o donne di etnia rom. E qui subentra il tema e il dibattito sul decreto sicurezza varato nel 2025, che ha ha abolito il rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena per le donne incinte e per le madri di bambini con meno di un anno di età.

Sarà interessante seguire il dibattito che vedrà, il prossimo 24 giugno alle ore 14.30 nell’Aula B020 del Polo didattico alla Folcara, numerosi e interessanti relatori. Oltre i docenti già citati, interverranno per i saluti iniziali il rettore Marco Dell’Isola, il sindaco Enzo Salera, il direttore del Dipeg Raffaele Trequattrini, il direttore del Dsuss Roberto Baronti Marchiò, il Garante dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia.

Discussant il prof. Esposito, con interventi di Digennaro, del professore di Filosofia del Diritto Luigi Di Santo, di Grieco e della dott.ssa Benedetta Turco del Dsuss.

Le conclusioni sono affidate all’on. Alessia Savo, presidente della VII commissione regionale del Lazio e all’on. Marta Bonafoni, consigliera regionale da sempre molto attenta e attiva sulle tematiche legate alla detenzione femminile e ai diritti dei minori.

 

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