Non si è ancora spenta l’eco dell’assise straordinaria nella Sala Di Biasio di mercoledì 5 febbraio, che la Banca Popolare del Cassinate aggiunge un altro tassello importante alle celebrazioni per il 70esimo dalla sua fondazione. Nel pomeriggio di venerdì 7, infatti, la kermesse Bpc incontra ha acceso i riflettori sull’ex presidente del consiglio Enrico Letta, che ha richiamato un numeroso pubblico nella sala degli abati del Palagio Badiale.
L’ex premier, Presidente del Jacques Delors Institute, è stato accolto dal presidente della BPC, prof. Vincenzo Formisano e dal direttore Roberto Caramanica. Alla presenza del sindaco Enzo Salera, che gli ha rivolto un affettuoso saluto, e di una platea autorevole e qualificata, il presidente Letta ha presentato il suo libro edito da Il Mulino “Molto più di un mercato”. E’ la narrazione di un viaggio in tutta Europa, percorsa in otto mesi per un totale di 400 incontri. Un percorso affascinante, come lo stesso autore ha tenuto a dire, ricco di emozioni e di sorprese, ma anche di conferme, che gli hanno permesso di stilare il piano di rilancio dell’integrazione economica. Quelle proposte, per intenderci, che la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen ha recepito insieme al rapporto di Mario Draghi per rilanciare la competitività dell’UE.
Enrico Letta ha spiegato, in modo semplice e diretto, con esemplificazioni pratiche, quanto sia stato importante introdurre una moneta unica, ma altrettanto dannoso “lasciare frammentati settori strategici come telecomunicazioni, energia e mercati finanziari. Ognuno difende il proprio sistema e l’effetto è che ne paghiamo un prezzo elevato nella vita concreta. Un esempio? Paghiamo con moneta elettronica attraverso marchi americani andando a potenziare il già potentissimo centro del mercato mondiale, Wall Street. Stiamo diventando una colonia americana o cinese e dobbiamo svegliarci!”.
Letta, su consiglio di Delors, ha scelto di fare tappa non solo nelle capitali, ma anche nelle province, per avere più contezza dei problemi reali. Ha spiegato quanti siano i fattori di rischio, dove le carenze, quali i margini di crescita. In un mondo in continua evoluzione dove “chi era piccolo è diventato grande e chi era grande non ha saputo integrarsi”. Come nel caso di Alitalia.
“Quando i problemi arrivano, bisogna gestirli insieme. Come è accaduto durante la pandemia. E se vale per la sanità, lo è anche in altri campi”.
Il presidente Formisano, da imprenditore finanziario e da accademico, ha sottolineato l’importanza del boom economico degli anni ’60 passato attraverso i distretti industriali. “Noi banche di territorio possiamo continuare ad avere un ruolo preminente nonostante la percezione qualitativa inferiore rispetto ai grandi gruppi. Siamo significativi altrettanto. Da banca digitale e banca fisica ci proponiamo al mercato con un rapporto personale più qualificato e soddisfacente”.
Sono solo alcuni dei numerosi spunti di riflessione che, nel corso delle due ore di dibattito moderato dalla giornalista Maria Cristina Tubaro, hanno letteralmente ‘rapito’ chi era in sala. Scatenando scroscianti applausi al termine dell’incontro. A dimostrazione del fatto che è la modalità con cui si comunica a fare la differenza. A prescindere dall’argomento.
(ph. Michele Di Lonardo)
Ri.Ca.











