Cassino (FR) – E’ andato via troppo presto. L’addio degli amici e della comunità accademica al prof. Fausto Pellecchia

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Tanto sofferta questa perdita, che è stato difficile trovare chi acconsentisse a tracciarne un ricordo pubblico.

“Doveva restare ancora con noi!”. L’addio terreno al 73enne prof. Fausto Pellecchia, celebrato all’interno della Chiesa di Sant’Antonio a Cassino nel primo pomeriggio di oggi, è stato straziante per le tantissime persone che con lui hanno percorso un lungo pezzo di strada. A livello personale e professionale. 

Tanto sofferta questa perdita, che è stato difficile trovare, a causa della eccessiva emozione, chi acconsentisse a tracciare un ricordo pubblico del professore universitario di Ermeneutica filosofica.

Hanno senza dubbio trovato le parole giuste, sebbene rotte dal pianto, l’avvocato Luigi Montanelli, già presidente dell’ordine forense di Cassino e la prof.ssa Giulia Orofino, rettrice vicaria dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale. Montanelli, che con Pellecchia ha diviso i banchi di scuola fin dalle medie, ha ricordato l’importanza dell’amicizia autentica, sincera.

“Un vero amico è quello a cui si confidano gli insuccessi senza alcun timore di essere giudicati”. E poi ha richiamato ricordi, sentimenti condivisi con altri amici e compagni di sempre. Tutti nella stessa direzione: quella di sottolineare la profonda cultura e la consistenza di un intellettuale che, come il fenomeno delle luci spente, sarà un astro che continuerà ad illuminare le menti anche dopo tantissimi anni.

Dalla prof.ssa Orofino il messaggio di cordoglio di tutta la comunità accademica dell’Unicas, a partire dal rettore Marco Dell’Isola. “Fausto, docente amatissimo dai suoi studenti, ha trasferito ad intere generazioni la sua curiosità, la sua capacità intellettuale, ma anche il suo garbo e la sua umanità.

Ha saputo interpretare nel senso più alto il significato della ricerca. Pilastro dell’ateneo, ma soprattutto amico carissimo”.

Non solo la comunità accademica e il mondo politico, ma moltissimi conoscenti e tanti cittadini nel corso della giornata di ieri hanno voluto tributare l’ultimo saluto al filosofo e docente all’interno della camera mortuaria dell’ospedale Santa Scolastica. Oggi, altrettanto in chiesa e sul sagrato. 

Del resto, non era certamente una personalità ordinaria, la sua. Basterà dare un’occhiata, in sua assenza e con nostalgia, a quel profilo social che sembrava aggiornare con noncuranza. E che è colmo di saggezza e di ironia. Come le istruzioni per il suo epitaffio, lasciate in evidenza: “Amici, qui ci si annoia da morire… è un vero mortorio!”.

 

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