L’assemblea si è aggiornata al secondo incontro del 25 settembre, quando saranno presenti anche le sigle sindacali e i rappresentanti degli industriali
Crisi automotive, la situazione critica dello stabilimento Stellantis Cassino Plant a Piedimonte San Germano, che fino al 16 settembre avrà i cancelli chiusi dopo lo stop produttivo di luglio, non viene minimizzato dalle istituzioni ed è in cima all’agenda politica. Prova ne è la folta schiera di sindaci che questo pomeriggio hanno affollato la Sala Restagno, convocati da Enzo Salera, presidente della Consulta dei Sindaci del Cassinate.
Tremano le maestranze Stellantis, tremano ancora di più quelle dell’indotto. Non è facile trovare una soluzione, soprattutto quando la richiesta arriva dai territori e non dai piani alti ministeriali, ma a quei piani ci si può arrivare con una richiesta precisa. Ed infatti, il documento condiviso e sottoscritto all’unanimità dalla Consulta stabilisce che ci si debba incontrare di nuovo il 25 settembre, ma questa volta convocando anche le organizzazioni sindacali e i rappresentanti degli industriali per un approfondimento della problematica e per un coinvolgimento il più ampio possibile, finalizzato ad impegnare nella difficile battaglia che si è aperta, la Politica ai livelli più alti.
Quel che è emerso in tutta la sua cruda evidenza nella riunione di oggi è stato qualcosa che già si sapeva: l’impotenza della politica locale di fronte a Stellantis, colosso internazionale dell’auto che fa le scelte di politica industriale sulla base di esclusive valutazioni proprie, snobbando ogni tipo di reale confronto e coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori e finanche del governo nazionale.
“Ciò non deve però indurre la politica locale ad assistere in silenzio, passiva, quasi la sorte dello stabilimento di Piedimonte San Germano fosse cosa di esclusiva competenza altrui”, è stato detto dai sindaci che vogliono capire le reali intenzioni di Stellantis che anche qui ha smantellato intere linee, ha avviato da tempo una drastica riduzione degli organici con la politica dei prepensionamenti, e ha aumentato a dismisura le ore di cassa integrazione.
“Qui occorre, per quel che ci è possibile, cercare di salvare il salvabile perché, al di là delle generiche rassicurazioni, le cose non vanno”, è stata la sintesi del convincimento diffuso ed emerso con chiarezza dall’assemblea.
Insomma, un percorso graduale ma determinato per arrivare fino al Ministro Adolfo Urso, a capo del MIMIT. “I lavoratori sono in cassa integrazione, i nostri uffici fanno fatica a dare risposte ai cittadini in difficoltà” ha commentato a margine della riunione il sindaco Enzo Salera.
In precedenza, l’altro argomento sul quale la Consulta era stata chiamata a pronunciarsi, posto al primo punto dell’ordine del giorno, ha riguardato il problema dei cinghiali ed in particolare le lamentele degli agricoltori per i danni alle loro coltivazioni da parte degli ungulati. E’ stato liquidato in pochi minuti. Non certamente per la sottovalutazione della problematica, ma perché si è in attesa della direttiva regionale in merito alle modalità e alla disciplina della loro cattura. E soprattutto perché tra qualche settimana si aprirà la caccia e un rilevante contributo per la soluzione del problema arriverà da lì.
C’è stato anche chi, tra i sindaci, ha responsabilmente posto il problema della sicurezza determinato sulle strade dai cinghiali, causa assai frequente di incidenti, talvolta anche mortali, come già capitato in passato.










