Cassino (FR) – Automotive, la cruda analisi dei Segretari D’Emilio e Gatti (Fiom Cgil) sul futuro incerto di Stellantis e indotto

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Fine anno, è tempo di bilanci e di nuovi propositi anche per il mondo sindacale. In particolare, a prendere la parola è la FIom Cgil Frosinone Latina, attraverso i Segretari Rosa D’Emilio e Donato Gatti.

“Sta per volgere al termine un anno molto difficile per il mondo del lavoro ma soprattutto per l’Automotive. L’industria dell’auto è in forte difficoltà e questa situazione non è ininfluente per il nostro territorio che nasce, si sviluppa e sopravvive intorno a quella che era la grande Fiat oggi Stellantis” è l’incipit di questa disamina che non ha filtri di sorta. 

“È stato un anno caratterizzato da un clima di profonda incertezza sul futuro, tanti gli annunci e pochi i fatti concreti a favore delle lavoratrici, dei lavoratori e della loro dignità.
L’ assenza di un piano industriale e le continue fermate hanno determinato un peggioramento delle condizioni di lavoro e una forte diminuzione dei salari dovuto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali.

In questi ultimi anni – prosegue la nota – è drasticamente sceso il numero degli occupati attraverso l’utilizzo delle uscite incentivate che purtroppo non sono state scelte solo da persone vicine all’età pensionabile ma anche da tanti giovani. Questo deve essere un forte campanello di allarme rispetto a quelle che sono le condizioni in cui versano le persone all’interno della fabbrica.

Per anni abbiamo denunciato la gravità della situazione in Stellantis, quando Marchionne insieme a Renzi vennero a Cassino per promettere stipendi tedeschi e migliaia di assunzioni, quando con un SMS buttarono fuori 500 ragazzi, durante la fusione tra Fca e Psa nella totale assenza del Governo Italiano e ogni giorno su altre centinaia di questioni, ma puntualmente ci chiamavano ” gufi”.

Se essere gufi significa avere responsabilità nei confronti delle persone che abbiamo l’obbligo di rappresentare allora siamo orgogliosi di esserlo anche se al punto in cui siamo non ci interessa avere avuto ragione ma ci interessa continuare a mettere in atto ogni azione per garantire l’occupazione e il futuro della nostra fabbrica e di tutto il suo indotto.

Quando Tavarez venne a Cassino – ricordano Gatti e D’Emilio – non parlò di investimenti ma di riduzione di costi che quindi si sono tradotti in tagli del costo del personale e tagli dei servizi mentre continuano ad aumentare i profitti degli azionisti.
La centralità non è più il lavoro, quello dignitoso, ma il capitale, che non ritiene necessario alcun confronto o contrattazione con le Organizzazioni Sindacali.

La Fiom Cgil non essendo legata al contratto specifico che purtroppo è stato nuovamente siglato non ha rinunciato al suo ruolo di rappresentanza e in assenza di un dialogo, per farci ascoltare dalla Direzione Aziendale Stellantis, il 2 giugno con una delegazione di tutti gli stabilimenti italiani è andata a Poissy in Francia sotto la sede legale del gruppo dove abbiamo trovato il supporto e la solidarietà dei maggiori Sindacati francesi.

Soltanto dopo la nostra traversata oltralpe si sono accessi i riflettori sulla crisi Stellantis e finalmente il Governo italiano si è ricordato che forse era un suo obbligo iniziare un confronto con l’azienda. Ad oggi è stato aperto un tavolo di confronto dove sono stati annunciati un milione di veicoli , noi riteniamo che interventi di denaro pubblico dovrà essere vincolato a garanzie non solo per il mantenimento dei livelli occupazionali ma anche di inserimento di giovani che hanno diritto a un posto di lavoro, garanzie di investimenti su ricerca e innovazione senza le quali non può esserci futuro.

A Piedimonte San Germano è arrivata la piattaforma elettrica, ed è una buona notizia, ma quando andranno in produzione i nuovi modelli riusciranno a saturare tutto il personale? Inoltre, come ci arriviamo alla fase di avvio nuova produzione con il contratto di solidarietà in scadenza? Queste preoccupazioni non riguardano solo Stellantis ma sono ancor più serie rispetto alla Componentistica e all’intero Indotto.

Le più grandi aziende della componentistica si trovano in contratto di solidarietà, tante quelle in cassa integrazione, tante altre non hanno più attività produttiva.
A tal proposito occorre far chiarezza sulle vicende che hanno coinvolto nell’ultimo periodo due delle tante aziende.

DENSO CASSINO
La DENSO Cassino si trova in contratto di solidarietà e fino al mese di novembre, per scongiurare esuberi, utilizzava la trasferta di lavoratori nel sito produttivo di Avellino. Abbiamo iniziato una trattativa per il mantenimento dei livelli occupazionali e per la sopravvivenza stessa del sito di Cassino con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali di Avellino. A seguito della trattativa si è raggiunto un accordo che ha portato al trasferimento di lavorazioni da Avellino a Cassino che non solo ha scongiurato perdita di posti di lavoro, ma ha garantito attività produttiva anche durante il fermo di Stellantis.

La settimana scorsa, da quasi tutte le sigle sindacali in tutti i siti produttivi d’Italia della Denso è stato raggiunto un accordo sul premio di risultato migliorativo rispetto all’anno precedente con l’ impegno ad aprire la nuova trattativa nei primi mesi del 2024.

In TIBERINA CASSINO non è mai avvenuta una trattativa con tutte le Organizzazioni Sindacali, pertanto non è veritiera la versione letta sulla stampa rispetto ad un parere negativo della Fiom Cgil rispetto al premio di risultato. Quando ha deciso di iniziare la trattativa sul premio di risultato aveva già la commessa per nuove lavorazioni.
Se la commessa era stata già acquisita, che bisogno c’era di peggiorare le condizioni dei lavoratori?

Ha consapevolmente fatto cassa nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori per risparmiare. Dopo diverse richieste di incontro inviate da Fiom Cgil e Fim cisl siamo stati convocati per un incontro a cose già fatte. Non si è trattato quindi di una contrattazione di secondo livello in presenza di tutte le sigle sindacali. Ci risulta, inoltre, che contrariamente a quanto letto sulla stampa, l’ipotesi non è stata votata dai lavoratori nelle modalità di correttezza previste dalle norme ma per alzata di mano. Gli accordi ponte finora avuti, tranne il primo, non hanno mai visto la ricerca di tutte le Organizzazioni Sindacali.

Pur rispettando il ruolo degli Rsu e Rls, che però è necessario facciano attività sindacale dentro le fabbriche, riteniamo che in momenti così difficili sia necessaria un’azione sindacale il più unitaria possibile, con il coinvolgimento di tutti i soggetti politici ed istituzionali del nostro territorio.
La Fiom Cgil, anche in assenza di una condivisione, continuerà, nel nuovo anno che sta per arrivare, a mettere in atto ogni azione necessaria per tutelare tutte le persone che ha l’onore di rappresentare.
Buon 2024. Che sia l’anno del Lavoro, della sua Dignità e della sua Libertà”.

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