Cassino (FR) – Anello Terra dei Cammini, preziosa opportunità per il turismo

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Dalla Gran Fondo alle Cicloturistiche, fino all’Anello della Terra dei Cammini: un percorso che nasce dalla bicicletta e guarda alla costruzione di una nuova proposta turistica per il territorio.
L’Anello della Terra dei Cammini nasce da un percorso iniziato molti anni fa con le Gran Fondo organizzate da ACILAM, quando la bicicletta era soprattutto uno strumento per portare i ciclisti a percorrere e conoscere il territorio.
Nel tempo è maturata l’esigenza di cambiare prospettiva. Non soltanto attraversare i luoghi, ma fermarsi a conoscerli. Da qui, tre anni fa, la scelta di sviluppare le Cicloturistiche Terra dei Cammini, introducendo nei percorsi soste in luoghi significativi, guide e momenti di scoperta.
Il presidente di ACILAM, dott. Carmelo Geremia Palombo, nel corso della presentazione ha ricordato così questo passaggio:
«Con le Cicloturistiche abbiamo voluto cambiare il modo di vivere la bicicletta. I ristori sono diventati occasioni per fermarsi in luoghi che meritano di essere conosciuti, con guide e racconti. È da questa esperienza che abbiamo iniziato a pensare a qualcosa che andasse oltre la singola manifestazione.»
Ed è proprio questo il passaggio successivo: trasformare le esperienze maturate attraverso la bicicletta in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio.
Da qui nasce il confronto tra Amministrazione, ACILAM e DMO, finalizzato alla costruzione dell’Anello della Terra dei Cammini, un progetto che mette in relazione percorsi, patrimonio archeologico, memoria, paesaggio, cultura, enogastronomia e comunità.
Un concetto ribadito dal presidente della DMO Terra dei Cammini, Alfonso Testa, che ha posto l’accento sul valore della progettualità condivisa:
«La vera forza di un territorio nasce quando le esperienze non rimangono isolate, ma vengono messe in rete. Il risultato che nasce dal lavoro di uno, quando viene condiviso e diventa parte di un progetto comune, diventa un risultato di tutti. È questa la logica con cui dobbiamo costruire la nostra offerta: mettere insieme competenze, iniziative e luoghi per trasformarli in una proposta più forte e riconoscibile»
La presentazione dell’Anello, nella Sala Rambaldi dell’Historiale di Cassino, è stata quindi pensata come qualcosa di più di un convegno.
La consigliera comunale Ornella Rodi, che ha voluto e organizzato l’iniziativa insieme ad ACILAM, spiega:
«Il convegno non voleva essere un punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro. L’obiettivo è costruire progressivamente un’offerta turistica strutturata e ben organizzata, nella quale i nostri luoghi siano collegati da un racconto e accompagnati da servizi ed esperienze capaci di renderli realmente fruibili.»
La serata ha affiancato al confronto una mostra fotografica e degustazioni, per offrire una prima rappresentazione concreta di questa idea di territorio come esperienza.
Il progetto ha trovato poi una prima applicazione nella terza edizione della Cicloturistica Terra dei Cammini, organizzata da ACILAM, che quest’anno ha percorso un primo tratto dell’Anello e ha inserito una sosta agli Scavi di Aquinum.
La visita guidata al sito archeologico ha rappresentato un ulteriore passo nella direzione intrapresa: il percorso in bicicletta diventa occasione per entrare fisicamente e culturalmente nei luoghi attraversati.
Accanto alla Cicloturistica è stato sperimentato il Piccolo Anello, voluto dalla consigliera Rodi e organizzato insieme ad ACILAM. Un format pensato per coinvolgere anche chi non è un ciclista abituale, attraverso un itinerario breve, soste e accompagnamento alla scoperta di alcuni luoghi di Cassino.
È una proposta che amplia il pubblico e introduce un’idea semplice: la bicicletta può essere anche uno strumento di turismo lento, accessibile e sostenibile.
Cicloturistica e Piccolo Anello diventano così due esperienze diverse che contribuiscono allo stesso disegno: utilizzare la bicicletta come chiave per conoscere il territorio, non come semplice mezzo per attraversarlo.
Il percorso, dunque, continua. Dalla pratica sportiva alla scoperta, dalla singola iniziativa alla costruzione di una rete.
La sfida ora è trasformare questo patrimonio di esperienze in un’offerta turistica strutturata, capace di mettere in rete ciò che il territorio già possiede e di renderlo più facilmente conoscibile e fruibile.
Perché l’Anello della Terra dei Cammini non è una strada. È un modo diverso di vivere il territorio.

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