Tornare a casa dopo una cena ed essere costretti ad attendere a lungo, barricati in auto, che i cinghiali si allontanino. Accade a Cassino, a Le Residenze, che sempre più frequentemente diventano zona privilegiata dagli ungulati. Con grande sconforto e anche rabbia da parte dei residenti, sempre più esasperati. Lo testimonia un’assidua ascoltatrice di Radio Cassino, che dei cinghiali non ne può proprio più.
“Vagano lungo le nostre strade a tutte le ore, pomeriggio e sera: via Montessori, via Iannacone, ma si spingono anche su via Casilina sud, mettendo in pericolo anche i veicoli in transito” ci spiega la docente in pensione che pensava di trovare un po’ di tranquillità in questo quartiere distante dal centro. “Ho allertato la Polizia, ho inviato pec al comune, ma niente. Il problema è ancora irrisolto”.
Anche gli altri condomini del palazzo hanno avuto incontri ravvicinati con i cinghiali a caccia di cibo e chi abita in case con giardino lamenta lo stesso problema. Prigionieri dentro e fuori casa, a seconda delle circostanze. L’appello è rivolto alle istituzioni affinché assumano provvedimenti adeguati per mettere in sicurezza i residenti e le loro proprietà. Pur nella consapevolezza che si tratti di un’emergenza diffusa, che riguarda centro e periferie.
Una settimana fa si è tenuta in municipio una riunione con rappresentanti dell’ATC, della Regione, cacciatori di zona, il Comandante dei Vigili Urbani e il Comandante della Polizia Provinciale sul problema della presenza dei cinghiali sul nostro territorio.
“Come amministrazione – ha sottolineato in quella occasione la consigliera Maria Rita Petrillo – abbiamo il dovere di assicurare la sicurezza dei cittadini. L’abbattimento dei cinghiali resta uno strumento indispensabile per raggiungere questo obiettivo.
Gli interventi di cattura e contenimento dei cinghiali non sono una scelta discrezionale, ma rientrano negli obiettivi del PRIU (Piano Regionale degli Interventi Urgenti), che impone azioni concrete per la riduzione della presenza dei cinghiali nelle aree dove rappresentano un rischio per la sicurezza pubblica e per l’agricoltura. L’Ente ha attivato dei selecontrollori abilitati agli interventi di controllo del cinghiale previsti dalla normativa che stanno facendo un ottimo lavoro, ed hanno già abbattuto diversi capi. Purtroppo, in questa finalità, stiamo riscontrando non poche resistenze e difficoltà che rischiano di rallentare inutilmente azioni ormai non più rinviabili”.
Insomma, il problema c’è da tempo e persiste. Ora è il momento di avviare azioni condivise e risolutive.
Simone Pagano