“Apprendiamo che l’Amministrazione Salera si appresta a contrarre un mutuo da quasi 4 milioni di euro per la riqualificazione di Piazza Labriola. Una scelta che riteniamo incomprensibile, irresponsabile e distante anni luce dai problemi reali dei cittadini”. Un giudizio tranchant quello dei tre consiglieri di minoranza Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli, che precisano: “Se proprio si deve accendere un mutuo, esso dovrebbe servire a restituire dignità ad una città che oggi versa in condizioni sempre più preoccupanti: sporca, trascurata, insicura, con strade dissestate, marciapiedi impraticabili, quartieri completamente dimenticati e periferie lasciate al loro destino.
Mentre il sindaco sogna fontane monumentali e salotti urbani, migliaia di cittadini convivono ogni giorno con disagi indegni di una città moderna. Interi quartieri sono privi di una adeguata illuminazione pubblica. Le segnalazioni dei residenti restano spesso inascoltate. La percezione di insicurezza cresce e il degrado avanza. Emblematica è la situazione del quartiere San Bartolomeo, dove vivono circa cinquemila persone. Un quartiere che dovrebbe rappresentare una delle principali realtà urbane della città e che invece è stato trasformato in un ghetto maleodorante, abbandonato, privo di servizi adeguati e dimenticato dall’Amministrazione comunale.
Nel quartiere Colosseo- proseguono i tre esponenti dell’opposizione – i cittadini convivono con una situazione igienico-sanitaria allarmante, con blatte che fuoriescono dai tombini e infestano le aree residenziali. E che dire delle frazioni di Caira e Sant’Angelo, troppo spesso considerate territori di serie B, dove le esigenze dei residenti sembrano non trovare mai spazio nelle priorità dell’Amministrazione? Di fronte a questo scenario, il sindaco Salera decide di indebitare la città per vent’anni per realizzare l’ennesima opera di immagine nel centro cittadino. Una scelta che graverà sulle tasche dei cittadini di oggi e di domani.
Siamo al trionfo della follia amministrativa e della megalomania politica. Ormai non siamo più di fronte ad un sindaco ma ad un podestà che decide da solo per tutto e per tutti, senza ascoltare i cittadini, senza coinvolgere le categorie economiche e senza confrontarsi realmente con il Consiglio comunale. Lo abbiamo già visto con Corso della Repubblica. Un progetto imposto dall’alto che ha prodotto conseguenze devastanti per decine di attività commerciali storiche. Attività che hanno chiuso o che faticano a sopravvivere mentre si è favorita esclusivamente una monocultura commerciale fatta di street food, panini, birre e aperitivi.
Cassino rischia di diventare la città dei panini e degli aperitivi, perdendo progressivamente identità, qualità commerciale e capacità attrattiva. La vera emergenza oggi non è rifare Piazza Labriola. La vera emergenza è restituire servizi, sicurezza, decoro e vivibilità all’intero territorio comunale. Prima di accendere mutui milionari per opere faraoniche, l’Amministrazione dovrebbe avere il coraggio di guardare oltre le vetrine del centro e visitare le periferie, i quartieri popolari e le frazioni dimenticate. Lì troverebbe la Cassino reale. Quella che chiede manutenzione, sicurezza, illuminazione, pulizia e rispetto. Non rendering da campagna elettorale”.











