In 300 hanno preso carta e penna ed hanno sottoscritto una lettera di allarme sociale che hanno trasmesso alla Regione Lazio, assessorato all’ambiente, retto dal ciociaro Mauro Buschini.
Si tratta di cittadini delle famiglie che risiedono in prossimità dell’impianto, nelle contrade Cerro Antico, Cerro Tartari, Solfegna, Colosseo e area industriale in genere.
«Non possiamo accettare che la Regione non sia interessata a quanto sta accadendo nel nostro territorio. …Non possiamo accettare che un impianto che tratta 60.000 tonnellate di rifiuti l’anno possa essere a 20 metri dalle abitazioni».
E chiedono al più presto la riapertura della Conferenza dei servizi a tutela della salute dei cittadini e dei bambini che risiedono nella popolosa zona a vocazione agricola, nonostante sia inserita in un’area definita industriale. L’impianto è destinato a trattare rifiuti ospedalieri pericolosi e non.










