“C’è chi cerca una cura radicale e chi si limita ai pannicelli caldi. Per l’ospedale di Cassino, il sindaco Salera si è affidato ai vecchi rimedi ‘della nonna’”.
Angela Abbatecola, portavoce comunale di Fratelli d’Italia, incalza il sindaco Salera e l’Amministrazione Comunale sui problemi del Santa Scolastica.
“Dispiace che il Primo Cittadino si rivolga all’assessore regionale alla Sanità perché spenda qualche parola di mediazione con l’omologo campano, elemosinando l’acquisto di qualche ora di prestazioni a sostegno dell’essenziale attività di Anestesia del nostro nosocomio, o che chiede al suo presidente Zingaretti di riceverlo per programmare il futuro sanitario del Territorio”.
Il Cassinate trascurato
“C’è voluto un anno, ma anche un impavido pretoriano come il prof. Costa si è accorto che per i loro compagni il Lazio meridionale non esiste. Colui che dovrebbe essere alla guida del Territorio, agevolato dalle sue entrature partitiche, balbetta politicamente, incapace di affrontare le false promesse della ASL e della Regione. Finita l’emergenza Covid, ecco il perverso disegno dell’ennesimo depotenziamento del S. Scolastica”.
Il pannicello caldo
“Perché non solo gli interventi chirurgici di elezione sono ripresi con il contagocce e alla giornata, ma anche la soluzione proposta (tre Medici in convenzione per un totale di 30 ore) è un pannicello caldo”.
Il progressivo depotenziamento e l’inerzia
“Questa situazione va avanti da molti anni, ormai. Salera dovrebbe incatenarsi ai cancelli della Regione pretendendo interventi adeguati per un ospedale che potrebbe essere d’eccellenza, ma sta scivolando (nonostante la dedizione del Personale) verso un preoccupante anonimato. Non lo fa. Non protesta, non prende posizioni forti. Si inchina davanti alle consuete chiacchiere della sinistra e di qualche grigio burocrate”.
L’interrogazione e l’appello di FdI
“Fratelli d’Italia è all’opposizione, ma alla Regione il nostro Capogruppo Fabrizio Ghera e Chiara Colosimo hanno protocollato un’interrogazione (prot. 0008844 del 9 giugno) in cui pretendono risposte chiare sulla politica sanitaria del Cassinate, specialmente in relazione al servizio di Anestesia. Le chiacchiere amichevoli, le rassicurazioni al bar (con o senza mascherina) le lasciamo a Salera e ai suoi. Se vogliono, possono ancora dimostrare attaccamento alla Città. Dopo un anno di dolce far niente, dovrebbero cominciare a lavorare: noi, su questo tipo di battaglie, ci siamo. Ma loro si sveglino”.










