Per domani, dalle 12, è previsto uno sciopero di 8 ore dei lavoratori FCA. Lo hanno indetto i sindacati di base, i COBAS. La mobilitazione riguarda l’Italia, ma l’invito agli operai è quello di convergere tutti a Cassino. L’appuntamento è stato dato per le 12, davanti ai cancelli dello stabilimento di Piedimonte.
Gli operai «non possono vivere solo per arricchire il padrone, sballottati a centinaia di chilometri, senza più il tempo per vivere la loro vita» si legge nella nota firmata da Si Cobas Fca Pomigliano, Usb Fca Melfi, Cub Fca Melfi/Basilicata, Operai autorganizzati Fca Termoli, Un gruppo di operai iscritti a Fiom Cassino, Usb Fca Termoli, Cobas Fca Mirafiori e Cobas lavoro privato.
Secondo quanto riferiscono queste rappresentanze sindacali, la situazione non è più sostenibile. Se a Piedimonte si fanno turni massacranti e lavorano anche operai trasferiti da lontano, altrove, per esempio a Melfi, la fabbrica chiuderà per qualche giorno e manderà i dipendenti in cassa integrazione. Una situazione a macchia di leopardo che dimostrerebbe la mancanza di una strategia aziendale – o, se una strategia c’è, non va incontro ai lavoratori. Almeno questo il punto di vista di chi protesterà domani, venerdì 30 giugno.
Bisogna dire che anche il fronte sindacale è diviso e i COBAS si scagliano contro i “confederali”, che, in qualche modo, appoggiano le politiche della FCA o, quantomeno, sono più fiduciosi sulle potenzialità future.










