Ancora un’aggressione nel carcere di Cassino, ma il fenomeno è comune anche agli altri penitenziari laziali, ed il Sappe denuncia ancora il sovraffollamento carcerario e la carenza degli organici degli agenti.
Come ha reso noto Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria, un detenuto africano di circa 30 anni, che si era già reso protagonista di violazioni al regime carcerario e alla sicurezza, ha aggredito un agente.
Il detenuto, armato di lamette, ha aggredito l’agente minacciandolo se questi non lo avesse fatto parlare con il comandante del reparto o con un ispettore di vigilanza.
Durante la colluttazione, fortunatamente bloccata da un altro detenuto, l’agente ha riportato un taglio alla fronte, in prossimità dell’occhio sinistro.
Nel ribadire le gravi carenze di organico ed il sovraffollamento che caratterizza le carceri laziali, Somma chiede che anche gli agenti di polizia penitenziaria vengano dotati di spray urticante e pistole elettriche “taser”.










