Il paradosso dei dossi a Cassino dove i dispositivi installati su alcune strade della città hanno alimentato subito polemiche e proteste perché ritenuti troppo alti e, in alcuni casi, in violazione delle norme del Codice della Strada.
E così, dopo l’installazione e l’apposizione della segnaletica orizzontale, paradossalmente è stato rimosso quello di viale Bonomi e potrebbe succedere anche per quello di piazza Restagno; strade di passaggio principale anche dei mezzi di soccorso, e per questo … tutelate dal CdS, motivo per il quale sarebbero stati rimossi.
Quando è iniziata la posa in opera si erano levate subito le proteste ambientaliste, con l’Ansmi del presidente Edoardo Grossi, dei cittadini via social.
Nel frattempo, è emerso un … corto circuito all’interno del municipio tra la parte politica e gli uffici competenti.
Il consigliere di opposizione Benedetto Leone aveva presentato anche una interrogazione urgente di cui però non si è parlato nel Consiglio comunale dell’altro giorno.
Quei dossi, intanto, sono risultati non conformi alle norme del CdS e sono stati rimossi.
E la polemica è di nuovo cresciuta.
“Qualche giorno fa – scrive Edoardo Grossi – avevo segnalato che il dosso in viale Bonomi era pericoloso per il passaggio delle ambulanze , essendo una strada itinerario delle auto di soccorso. Avevo fatto un appello al Prefetto affinché venisse rimosso a tutela della sicurezza pubblica. Oggi la rimozione!”.
“L’Amministrazione dei Migliori – scrive invece Benedetto Leone – a seguito delle tante segnalazioni dei cittadini sui nuovi dossi su Viale Bonomi, dopo aver inutilmente fatto accesso agli atti (nessuno sapeva), con una interrogazione rinviata, oggi l’Amministrazione sta facendo rimuovere gli attraversamenti pedonali. Ora la domanda è: chi paga per questo ennesimo lavoro fatto male e rimosso?”.
E Francesco Altieri, dell’associazione Anpana rileva che i dossi sono “troppo alti e malfatti e dire che ci sono i profili appositi per le diverse velocità! Chi doveva controllare?”.
Tante i commenti critici sui social, ma anche le domande: “chi paga?”, “chi doveva controllare?”, “con quei soldi non era meglio riparare le buche?”; “qualcuno dovrebbe dimettersi?”. Domande, fino ad ora, senza risposta.











