Cassino – Dopo la protesta in piazza, contro l’inquinamento ambientale in Zona industriale, in una nota il Comitato Solfegna critica le forze politiche di maggioranza e di opposizione

- Pubblicità -

Ieri, in concomitanza con il consiglio comunale, gli ambientalisti e i residenti dell’area industriale di Cassino sono scesi pacificamente in piazza per mantenere alta l’attenzione sul problema dell’inquinamento ambientale provocato dagli impianti di smaltimento delle acque.

Nel mirino il malfunzionamento degli impianti di depurazione finiti anche nel mirino della Procura della Repubblica di Cassino che ha in corso un’inchiesta che aveva portato al sequestro dell’impianto e all’emissione di diverse misure cautelari a carico di vertici e tecnici della società A&A, che gestisce gli impianti per conto del Cosilam.

Misure cautelari poi revocate/ridotte dalla Corte d’Appello di Roma.

Ieri, residenti ed ambientalisti si sono radunati in piazza per manifestare la continuazione delle emissioni di miasmi nella zona.

Al termine, il Comitato Solfegna ha diffuso un comunicato per replicare agli interventi che sono stati fatti nel corso del consiglio.

In particolare “a quanto affermato dal Sindaco di Cassino che ha parlato esplicitamente di ‘clac’ e di persone al comando di rappresentanti dell’opposizione. Ci teniamo a precisare – si legge nella nota – che il Comitato Solfegna non ha mai partecipato alla politica intesa come beghe tra maggioranza e minoranza, non si è mai prestato a strumentalizzazioni di alcun genere e di certo non organizza manifestazioni a comando. Non ne ha bisogno. La sua forza, purtroppo, è data dalla sua stessa croce: i miasmi che ammorbano i cittadini che ne fanno parte. Fino a quando questi non saranno risolti in un modo o in un altro, qualunque parte politica amministrerà la città, avrà a che fare con i suoi rappresentanti”.

Quindi ha aggiunto che “per quanto riguarda coloro che oggi sono minoranza, e che magari speravano di cavalcare in qualche modo la protesta, non stiano così tranquilli, perché se fossimo stati ricevuti in Consiglio, avremmo ribadito quanto esposto sugli striscioni: per noi le responsabilità sono da spartirsi tra tutti quelli che hanno avuto voce in capitolo in questi lunghi dodici anni. Nessuno escluso”.

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Articoli Correlati

- Pubblicità -
- Pubblicità -