Nel 2005, un uomo viene operato di appendicite all’ospedale di Cassino. Operazione riuscita. Torna a casa, avverte un forte dolore e d’urgenza viene ricoverato a Napoli, dove gli riaprono la pancia. Sorpresa: tra le viscere c’è una garza. Scatta la denuncia. Adesso il tribunale ha emesso sentenza e la responsabilità non cade sui sanitari, ma sull’ASL.
Come riferito da Angela Nicoletti su TG24.info, il Tribunale di Cassino ha condannato l’azienda sanitaria e non i medici, o il personale presente in sala operatoria, perché non si può provare che ci siano stati colpa o dolo nell’operato dei sanitari, e perché, a suo tempo, l’ASL non aveva predisposto un protocollo di sicurezza. Cosa vuol dire, quest’ultima cosa? In pratica, vuol dire che l’ASL avrebbe dovuto stabilire quali fossero le procedure da adottare per evitare casi del genere (il conteggio delle garze) e non lo aveva fatto.
L’Azienda sanitaria è stata condannata a risarcire il paziente. I medici, l’anestesista, gli infermieri… tutti quelli presenti nella sala operatoria quando la garza è stata dimenticata nell’addome – otto persone – sono stati scagionati.
(Immagine di repertorio).










