I problemi del Santa Scolastica di Cassino, un ospedale ormai in crisi, sono ormai quotidianamente oggetto di proteste ed appell ida parte di cittadini, utenti, operatori sanitari, esponenti di comuni e dei partiti politici.
Appena domenica l’ultima iniziativa, la lenzuolata organizzata da Carmine Di Mambro, per sollecitare interventi di potenziamento del nosocomio che ha raccolto consensi unanimi su balcononi e finestre del territorio e di cui parleremo domani mattina in diretta nel corso della rubrica Diritto di Parola.
Ieri è tornato alla carica il dottor Arturo Gnesi, anestesista del Santa Scolastica e sindaco di Pastena.
Ha trasmesso una lettera al presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Frosinone, dottor Fabrizio Cristofari perché, concretamente “si corre il rischio che un pezzo fondamentale della sanità pubblica venga smantellato. Molti di noi potrebbero andar via se anziché lavorare rimarranno a fare i guardiani di stanze vuote”.
La lettera
“Gentile Presidente, nel farmi portatore dei bisogni di molti cittadini e delle richieste degli amministratori del sud della nostra provincia, peraltro giustificate dalla mia esperienza lavorativa all’interno del nosocomio del Cassinate, Le rappresento il disagio e il senso di impotenza che l’intero territorio sta vivendo, drammaticamente, sulla sofferenza e sul dolore della propria gente”.
L’analisi
“Nonostante l’impegno profuso e le soluzioni poste in essere dai dirigenti aziendali al momento il risultato è rimasto immutato e il blocco delle sale operatorie determina, per quei malati, non in urgenza indifferibile, come gli anziani fratturati di femore, ad essere trasferiti in altri ospedali”.
Le conseguenze
“La mancanza di un servizio essenziale, quale l’attività chirurgica, impone a molti cittadini di far ricorso alle strutture convenzionate e a sottoporsi a visite ed esami preliminari negli studi professionali privati con ragionevoli aggravi sui bilanci familiari. Questa problematica è stata più volte portata all’attenzione anche degli organi di stampa perché la sanità pubblica è un patrimonio che riguarda la tutela della salute dell’intera comunità ed è un presupposto basilare della nostra costituzione.
Il monito
Abbandonare l’ospedale di Cassino al proprio destino, da parte delle istituzioni sanitarie, politiche, sindacali e imprenditoriali significa condannare tutto il Basso Lazio ad una condizione di emarginazione culturale e di arretratezza economica oltre che privare i cittadini di un valido, tempestivo ed efficace presidio di tutela e cura della salute, anche nelle situazioni emergenziali e di immediato pericolo per la vita”.
La speranza
“Si confida in un suo fattivo ed esplicito contributo, e si rimane a disposizione per eventuali ed ulteriori chiarimenti”.










